La simulazione aguzza, e aiuta, l’ingenio. Così si potrebbe sintetizzare il contributo degli strumenti di simulazione multifisica nelle attività di Polibrixia, PMI innovativa che che nasce nel 2005 come startup universitaria su iniziativa di un gruppo di giovani impegnati in un percorso di dottorato di ricerca all’Università degli Studi di Brescia.
L’azienda si occupa di progettazione migliorativa e disruptive per una varietà di aziende, con progetti di ricerca aziendale applicata nel comparto del packaging per food & beverage, per diverse realtà che servono il settore automotive e infine con progetti nel biomedicale. Quest’ultimo è in particolare un settore che nel futuro di Polibrixia crescerà di importanza, con la recente creazione della divisione Polibrixia Medical Devices, strutturata con nuove competenze a coprire tutto il campo della progettazione medicale, dal software fino al prodotto finito. Tra i 15 brevetti depositati negli ultimi 10 anni di attività, alcuni sono relativi alla riabilitazione ortopedica e neurologica.
La società dal 2016 è anche Consulente Certificato Comsol, e la simulazione multifisica è un asset centrale nel lavoro di PoliBrixia, come racconta Maurizio Mor, ingegnere meccanico e project manager, tra i fondatori di Polibrixia.
“Non siamo tuttologi e crediamo che ognuno debba concentrarsi su ciò che più gli compete – continua Mor -. In questo ci è di supporto anche la flessibilità della simulazione multifisica con Comsol Multiphysics, che consente di attivare o disattivare moduli aggiuntivi quando i progetti su cui lavoriamo lo richiedono. La tecnologia di simulazione permette di prevedere ‘Cosa succede se’, esplorando in modo virtuale un ampio ventaglio di possibilità progettuali che spesso aprono nuovi scenari cui il cliente non aveva pensato. La velocità dello strumento è quindi non solo preziosa per accorciare i tempi di sviluppo, senza passare da prototipi fisici, ma dà anche modo alle aziende di decidere di indagare nuovi percorsi, che spesso portano a risultati che oltrepassano le loro stesse più rosee aspettative“.
“Un altro progetto che ha portato grandi soddisfazioni è stato quello relativo a un macchinario per cantieristica – illustra ancora Mor -. Nella costruzione di gallerie, la normale procedura richiede di posizionare dei casseri di legno, eseguire la gettata e quindi rimuovere il materiale, che si rompe e va buttato. Con quindi grande spreco di risorse e di tempo. L’idea proposta al committente è stata di entrare con una macchina compatta su un binario, che grazie a meccanismi prendesse la forma desiderata per deformazione di lamiera. Abbiamo studiato la lamiera nel campo strutturale lineare elastico con Comsol Multiphysics, dimensionandola perché reggesse la gettata. A operazione conclusa, la lamiera torna quindi nel campo compatto, e la macchina può proseguire”.
Ciò ben esemplifica come la profonda comprensione della realtà multifisica che si cela dietro il comportamento di un prodotto abilitata dalla simulazione multifisica possa aumentare il vantaggio competitivo delle aziende grazie a innovazioni disruptive. Spesso anche aprendo nuovi sbocchi di mercato, semplicemente variando alcuni parametri una volta che si è capito a fondo il fenomeno, per adattare le soluzioni a nuove applicazioni anche in altri settori industriali.