Sarà l’8 febbraio 2019 a Bologna il prossimo appuntamento con i Laboratori Mecspe Fabbrica digitale (focus su AI e IoT), organizzati da Mecspe in avvicinamento alla edizione 2019 del salone internazionale della meccanica specializzata, dal 28 al 30 marzo a Parma. Secondo i dati presentati dall’indagine Senaf sulle pmi meccaniche italiane durante la tappa di settembre dei Laboratori, le tecnologie digitali hanno trasformato oltre 6 aziende su 10 in Italia, e al crescere degli investimenti sale anche l’ottimismo degli imprenditori e le performance delle imprese.
L’indagine, condotta su un campione di 409 imprese, mostra che nei primi sei mesi del 2018 il 61,4% delle aziende ha registrato un aumento del fatturato rispetto ai dodici mesi precedenti, in crescita di 12 punti rispetto alla rilevazione del 2017. Il 66,6% delle aziende si aspetta quindi un aumento anche nella seconda metà dell’anno, grazie al driver rappresentato dall’export ma anche al modello a filiera.
L’Osservatorio Mecspe conferma quindi le intenzioni di investimento di Pmi e subfornitura meccanica in tecnologie abilitanti. Le aziende hanno finora investito soprattutto per la sicurezza informatica (89,2%) e la connettività (79,7%), il cloud computing (67,1%), la robotica collaborativa (35,4%), la simulazione (31%), i big data (29,1%), la produzione additiva (28,5%) e l’Internet of things (27,8%). Il 15,2% ha optato per la realtà aumentata, così come per i materiali intelligenti, mentre le nanotecnologie sono state scelte dal 7%.
A frenare maggiormente la digitalizzazione è il rapporto incerto tra investimenti e benefici (per il 43,5% delle aziende), seguito dagli investimenti richiesti troppo alti (35,7%), dalla mancanza di competenze interne (26,2%), dall’arretratezza delle imprese con cui si collabora (17,9%), nonché dall’assenza di un’infrastruttura tecnologica di base adeguata (14,3%). Tra gli altri fattori figurano poi mancanza di una chiara visione del top management (12,5%) e i troppi dubbi sulla sicurezza dei dati e sulla possibilità di cyber attack (4,8%).
Il capitale umano è infine indicato dal 55% degli imprenditori come il fattore critico per il successo della trasformazione digitale, ben consapevoli della mancanza di skill adeguate. Secondo l’Osservatorio, i profili specializzati più richiesti entro il 2030 saranno il Robotic engineer (30,3%), gli specialisti dei big data (17,9%) e i programmatori di intelligenze artificiali (13,8%). Seguono lo specialista IoT (9,2%), il multichannel architect (7,7%) e gli esperti di cybersicurezza (6,2%). “Serve più formazione ad hoc – conferma in conclusione Sabato – e occorre far comprendere meglio alle aziende le opportunità che offre il 4.0 implementato in azienda”.