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La Pmi Fabbrica Digitale vince la gara Siemens

La competitività non sta spesso nella dimensione, ma nella forza delle idee innovative. Dimostrazione ne è la vittoria della maxi-gara indetta da Siemens a livello mondiale per la realizzazione di un’unica piattaforma multimediale di comunicazione, in cui la pmi cremonese Fabbrica Digitale ha sbaragliato tutti i concorrenti. E la corsa alla vittoria non è stata certo facile, con anche grandi nomi tra i 40 fornitori da tutto il mondo tra i partecipanti.

“C’erano aziende blasonate e grandi gruppi – spiega Francesco Meneghetti, ad Fabbrica Digitale – tra cui colossi come IBM oppure HP. Pensavamo fosse impossibile, abbiamo partecipato quasi per gioco, per ‘vedere’. Eppure, alla fine, abbiamo vinto noi”. La sfida era creare un’unica soluzione per la comunicazione multimediale interna, integrando tutti i processi esistenti all’interno di uno standard globale per il Gruppo tedesco. Includendo servizi diretti al personale negli uffici ma anche applicazioni ad hoc costruite per gli stabilimenti produttivi.

“Nella nostra soluzione, attraverso monitor a bordo linea – spiega Meneghetti – i blue collar possono consultare i propri dati, prendere ferie o permessi, accedere a informazioni di performance dell’intero stabilimento e del proprio reparto, persino dare suggerimenti per migliorare il lavoro: un modo efficace per coinvolgere e motivare le persone che non sono alla scrivania e non hanno accesso a un pc». La vittoria porta ora dieci milioni di euro per un periodo di cinque anni all’azienda, nata nel 2000 con un nome veramente precursore dei tempi (‘sapeste quante volte hanno provato a clonare il nostro marchio’ dice l’ad).

 

Il progetto avviato prevede l’installazione della nuova applicazione in tutti i siti globali di Siemens. I Paesi già agganciati sono 80, e la previsione è di arrivare a coinvolgere a regime 340 mila impiegati in tutto il mondo. Fabbrica Digitale negli anni è cresciuta, raggiungendo attualmente 7,5 milioni di ricavi grazie ad applicazioni software per il mondo cloud e multimediale, che già in passato hanno permesso di conquistare commesse da Expo e Eataly. Entro la fine dell’anno è quindi prevista l’apertura di una nuova sede negli Usa, senza rinunciare alle proprie radici territoriali e confermando la sede centrale alle porte di Cremona.

«Nel software – aggiunge l’imprenditore – l’Italia non è riconosciuta come paese vincente e questa diffidenza l’abbiamo sperimentata sulla nostra pelle: tutte le certificazioni che abbiamo portato venivano viste con sospetto e ri-verificate da Siemens con gli enti certificatori. Eppure questa vicenda dimostra che noi italiani anche qui possiamo competere nel mondo ad armi pari, e con le nostre idee possiamo puntare in alto e fare la differenza». L’azienda lavora oggi con un organico di 80 persone, ma è in continua crescita e molte sono le posizioni aperte tra ingegneri e programmatori. Figure che però l’azienda fatica a trovare, in quanto, come spiega Meneghetti, quei pochi profili esistenti sono contesi tra molte aziende: “La soluzione? Cerchiamo all’esterno ma puntiamo anche sulla formazione interna. Per i due giovani che andranno ad aprire la sede Usa stiamo lavorando proprio così”.