L’intelligenza artificiale introduce di gran carriera i suoi vantaggi nel campo delle risorse umane e della selezione del personale. Stando ai dati di una recente survey Aidp, infatti, il 58% dei manager delle risorse umane (sui tremila iscritti intervistati) ha introdotto sistemi digitalizzati e automatizzati nei processi di selezione e reclutamento negli ultimi tre anni.
Oltre sei HR su dieci hanno in particolare impiegato queste soluzioni per le attività di pre-screening e per agevolare la selezione, e il 45% per eseguire analisi automatizzate dei curriculum e dei profili presenti nei database. Gli algoritmi vengono inoltre usati dal 27% per l’analisi motivazionale del candidato, mediante un check sui social e per verificare la web reputation. Il 25% utilizza i sistemi di AI per realizzare interviste virtuali ai candidati, il 19% per un’analisi semantica dei curriculum e l’11% per esaminare i video dei candidati.
A guadagnarci è però anche la qualità del processo: per il 25% aumenta infatti l’accuratezza nella selezione dei curriculum, per il 17% vi è maggior rapidità di risposta al candidato, e per il 10% una maggiore accuratezza nelle interviste dei candidati.
A dispetto di un impiego sempre più crescente della AI nelle attività legate alla selezione personale, è infatti certo che il ruolo dell’HR manager resterà centrale e indispensabile. Il 96% dei direttori del personale è infatti convinto che il processo di reclutamento e selezione non potrà essere completamente automatizzato. Per l’84% l’intelligenza artificiale potrà integrare le attività umane per renderle più efficienti e per il 41%, invece, tale attività potrà sostituire solo le attività ripetitive del processo di selezione. Alla domanda se l’intelligenza artificiale possa sostituire completamente l’uomo il 100% ha risposto di no.
Infine, l’impatto dell’AI potrà andare oltre la sola attività di selezione. I rispondenti all’indagine di Aidp hanno infatti indicato diversi altri ambiti di potenziale applicazione, tra cui la formazione per il 57%, la valutazione delle performance per il 41%, la compensation per il 40%, la valutazione del potenziale dei dipendenti per il 35%, la mobilità per il 27% e per il 19% lo sviluppo delle carriere.