Le tecnologie additive dell’olandese Additive Industries fanno il loro ingresso tra le rappresentanze di macchine utensili per asportazione presenti nel portafoglio di Simu, storica realtà italiana che compie i suoi 75 anni nel 2019. L’azienda ha infatti deciso di puntare sull’additivo come tecnologia complementare per le lavorazioni meccaniche dei clienti, in risposta a un crescente e vivo interesse riscontrato sul mercato da parte delle imprese. Diversi sono infatti i vantaggi che l’additivo può portare, come spiega Antonio Goia, ceo di Simu, dalla riduzione dei particolari nella realizzazione di pezzi complessi, alla riduzione delle operazioni di assemblaggio.
“La tecnologia additiva aiuterà sicuramente le aziende a modificare i prodotti finali, in modo tale che verrà ridotto il numero di pezzi sui prodotti e semplificando in certi casi l’assemblaggio di alcuni particolari – dice Goia -. Penso ad esempio a un collettore di una turbina, costituito da tanti particolari che vengono saldati insieme, con relativi tempi lunghi di produzione che includono i trattamenti termici richiesti tra una saldatura e l’altra. Procedimento che può richiedere fino a una settimana di tempo per ottenere un componente finito. Con la tecnologia additiva lo stesso pezzo può essere stampato magari in 24 ore, con inoltre il vantaggio di poter stampare più pezzi in una sola macchinata”.
Il settore aeronautico e quello oil & gas sono quindi sicuramente comparti che possono trarre grandi vantaggi dalle tecnologie additive, così come il medicale, che ne sta già facendo grande impiego. Goia ritiene però che dalla produzione additiva possono trarre grandi benefici anche macchinari generici e di uso quotidiano come le macchine per alimentare e imballaggi, che impiegano molti componenti assemblati e costruiti con molteplici particolari.
L’offerta di Simu è quindi completa di soluzioni e servizi in ottica Industria 4.0, fondamentali per Goia per le nostre imprese per garantire qualità costante e affidabilità che permettono loro di essere fornitori di aziende tedesche. “Molti dei nostri clienti lavorano con macchine tedesche, ma esportano poi i loro prodotti in Germania. Ciò dimostra che la tecnologia italiana è molto apprezzata, e il 4.0 gioca qui un ruolo fondamentale, guardando nell’ottica delle informazioni che il cliente può avere sulla propria produzione e su tutto quello che fa. Questo ci rende competitivi a livello europeo, e non sarebbe nemmeno pensabile poter continuare a essere fornitori di clienti tedeschi se non fossimo nelle condizioni di fornire loro queste informazioni”.
Il pacchetto 4.0 offerto da Simu comprende infine anche il training su come vengono raccolte e come devono essere impiegate le informazioni, oltre a offrire supporto sulla preparazione delle pratiche necessarie al recupero della fiscalità.
“Sul fronte formazione – conclude Goia – credo che l’Italia negli ultimi anni abbia perso molto, e riscontriamo sul mercato una certa carenza da parte delle scuole nell’istruzione tecnica sulle tecnologie di produzione, laddove in passato tutti i più grandi gruppi italiani, e penso a Olivetti o Fiat, avevano le loro scuole aziendali interne. Nel prossimo futuro abbiamo pertanto il progetto di creare un centro accademico con corsi dedicati alle tecnologie di produzione che abbiamo, che siano di rettifica, di fresatura, di tornitura o di additivo. Stiamo cercando per questo di mettere insieme un pool di aziende che siano interessate a elevare il livello dei tecnici che lavorano al loro interno, per contribuire ad aumentare la competitività delle nostre imprese sui mercati”.