La rete degli ITS in Lombardia vanta un tasso medio di occupazione dell’81% a 12 mesi dal conseguimento del titolo di studio, con punte che toccano il 90-100%. Il dato, annunciato in occasione del convegno Confindustria Lombardia–Adapt, conferma l’eccellenza dell’offerta formativa lombarda nell’istruzione terziaria professionalizzante non universitaria, grazie anche allo stretto legame con il mondo delle imprese sul territorio: il 71% delle aziende lombarde al di sotto dei 50 dipendenti è infatti partner strategico delle fondazioni, creando un legame che è garanzia di alta formazione tecnologica e soprattutto di occupazione.
La Lombardia conta 20 fondazioni ITS, per un totale di 123 percorsi attivi seguiti da oltre 3.100 studenti, circa un quinto del totale nazionale. L’offerta formativa abbraccia tutte le aree tecnologiche chiave per la transizione 4.0, inclusi Made in Italy e nuove tecnologie della vita, efficienza energetica e mobilità sostenibile. Il numero di giovani che si iscrivono agli ITS è in crescita ogni anno, mentre sempre più si consolida la rete di supporto, tra associazioni datoriali locali, Usr e Regione.
Per un miglioramento dell’offerta formativa garantita dalla rete degli ITS in Italia occorre quindi risolvere alcune criticità, aumentando gli sforzi fatti per l’orientamento dei giovani e per migliorare la programmazione, che sia improntata a una gestione pluriennale dei percorsi formativi. Il tutto per aumentare l’attrattività e superare il problema legato alle strette finestre temporali tra uscita dei bandi e avvio dei corsi. Serve inoltre un maggiore coinvolgimento del Mise per la spinta a Industria 4.0, prevedendo magari incentivi ad hoc a sostegno delle attività formative erogate dalle imprese, vero motore dell’innovazione: la maggioranza dei percorsi attivati è difatti legata alla manifattura.
A conferma della centralità degli ITS sono anche le parole del presidente del consiglio Mario Draghi, che ha citato gli istituti nel suo discorso di insediamento. Altra importante spinta nel rafforzamento del sistema formativo degli ITS verrà quindi dai fondi UE, portando un contributo in termini di finanziamenti che deve però diventare sistematico, salvaguardando la flessibilità dei percorsi per garantire un continuo aggiornamento di profili e competenze per seguire l’evolvere della domanda nel mercato del lavoro.