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Finanziamenti europei alla ricerca, PoliMI in testa

Con 127 milioni di euro raccolti dal 2014, anno di partenza di Horizon 2020, il Politecnico di Milano capeggia la classifica delle università italiane nella corsa ai finanziamenti europei per la ricerca.

Il dato è riferito alla metà di dicembre 2019, e ad oggi la quota di fondi raccolta dall’ateneo è salita ulteriormente fino a superare i 140 milioni di euro, destinati a un totale di 332 progetti approvati. Un successo dovuto certamente alla presenza di ottimi ricercatori, ma anche alle misure messe in campo dal PoliMi per potenziare il proprio servizio centralizzato di assistenza per l’organizzazione delle politiche di attrazione dei fondi europei. Fondi che vengono qui allocati sia per programmi individuali sia per progetti in collaborazione con le aziende, che rappresentano una parte rilevante di quelli approvati e finanziati.

Al secondo posto troviamo quindi l’Alma Mater di Bologna, con finanziamenti complessivi per 95,6 milioni di euro, arrivati a oltre 100 da dicembre ad oggi con 244 progetti. Un risultato che dall’ateneo felsineo attribuiscono alla capacità dei propri ricercatori di fare rete con altri atenei, imprese e istituzioni di tutta Europa, e dei tecnici che seguono l’implementazione dei progetti. L’Università di Bologna guida inoltre a classifica nelle Societal Challenges, importante colonna nel programma comunitario che ricomprende progetti di ricerca in ambito salute, alimentazione, trasporti, clima, inclusione sociale e sicurezza. Lo stesso ateneo si posiziona invece al terzo posto in Europa in campo alimentazione, cibo e agricoltura.

A seguire figura al terzo posto il Politecnico di Torino, con quasi 71 milioni di fondi assegnati, e in corsa sale al quarto posto l’Università La Sapienza di Roma, con 69,94 milioni, superando di gran lunga i risultati conseguiti da Milano-Bicocca, Università di Milano e Università di Torino. Dando uno sguardo al resto della graduatoria, vediamo inoltre la Bocconi cedere il passo alla Federico II di Napoli.

A chiudere la classifica vi sono infine l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, con tre milioni di euro di finanziamenti, e quella dell’Insubria, con 2,98 milioni. Agli ultimi posti, l’Università di Teramo, con 2,45 milioni di euro, e il Politecnico di Bari, con una raccolta pari a solo 1,67 milioni.