Punta sulle tecnologie digitali per la protezione del Made in Italy, e in particolare sulla Blockchain, Carlo Maria Ferro, nuovo presidente di ICE da gennaio 2019. Con quasi 20 anni di attività in ST Microelectronics alle spalle, Ferro guarda con fiducia alle opportunità che la digitalizzazione e l’innovazione possono portare nella promozione del commercio estero delle imprese Italiane.
Innanzitutto puntando a un progetto pubblico sulla tecnologia Blockchain per tracciare i prodotti Made in Italy e sul sostegno alle nostre startup, con una particolare attenzione alla loro promozione nel sistema fieristico mondiale. “Vogliamo ampliare e modernizzare i servizi facendo leva sulle tecnologie digitali – spiega il neo-presidente di ICE -, rivolgendoci soprattutto alle medie e piccole imprese e agli artigiani, che hanno minore capacità di accedervi in autonomia. Il mio pensiero va alle piattaforme internazionali di e-commerce, alla tracciabilità del prodotto con etichette smart, e nuovi modelli di offerta e a un big data dei buyer nel mondo”.
“Anche una digital tag potrebbe contenere queste informazioni – prosegue Ferro -, che può venire letta semplicemente con uno smartphone. Diversi sono i progetti e le opzioni che è possibile valutare e sviluppare, e in ICE vorrei creare a questo scopo un centro di competenza digitale, che operi in stretto collegamento con le iniziative del Mise, per rendere disponibili delle piattaforme standard alle aziende che esportano”.
Oltre al sostegno continuo alle medie e grandi imprese, molta attenzione sarà quindi rivolta a un coinvolgimento sempre maggiore degli artigiani e della filiera agroalimentare, microimprese e coltivatori diretti, oltre che alle imprese meridionali. “Penso che il 12% di esportazioni nazionali che oggi viene espresso dal Mezzogiorno sia un dato veramente basso – afferma Ferro -. Dobbiamo ambire ad arrivare al 17-20% in un orizzonte di quattro anni. Così come dobbiamo incrementare il numero delle aziende italiane che esportano, dalle 196 mila di cui parlano le più recenti statistiche ed almeno 30 mila imprese in più”. Per conseguire un simile aumento, la strategia di ICE punta a un mix di Paesi, tra Cina e India ma anche Giappone, Corea, Brasile, area del Golfo e Asean, e di settori strategici, i classici del Made in Italy oltre a energie rinnovabili e tecnologie emergenti.
“Ci dedicheremo quindi in particolare alla crescita delle startup e delle giovani imprese innovative sui mercati esteri – dice infine Ferro – promuovendo sempre più la loro partecipazione ai grandi eventi dove possono incontrare buyers di alto livello. Abbiamo ad esempio già raddoppiato gli spazi per la prossima edizione del CES di Las Vegas. Penso poi di coinvolgere le imprese in un programma ‘adotta una startup’, e stiamo preparando Erasmus startup, proposto dal sottosegretario al Mise Michele Geraci”.