Un mega trend verso il cosiddetto ‘unmanning’ delle applicazioni offshore è in corso nel settore oil&gas, che per Bosch Rexroth è reso possibile grazie alla digitalizzazione, con l’impiego di soluzioni di monitoraggio e controllo da remoto di attrezzature e impianti, e dalla elettrificazione dei sistemi. A illustrare i vantaggi offerti è Markus Kubacki, responsabile Subsea application engineering e Subsea automation systems in Bosch Rexroth, che presenta la nuova gamma di attuatori elettrici eSEA Torque e eSEA Push appena lanciata dall’azienda sul mercato.
“Ridurre i rischi nei processi e nella produzione offshore è una tendenza prioritaria nell’industria oil&gas – afferma Kubacki -. Ciò si lega alla sicurezza degli addetti, ma si tratta anche di ridurre i costi operativi elevati per trasportare persone nei siti offshore. Questo comporta la necessità di disporre di una maggiore elettrificazione e di soluzioni digitali di monitoraggio, che consentono di raccogliere in loco informazioni relative ai processi e allo stato di salute delle apparecchiature senza bisogno di operatori. Rendendole quindi disponibili nelle sedi sulla terraferma dove qualcuno può farne un’analisi per abilitare la presa di decisioni informate”.
L’altro tema principale riguarda quindi l’elettrificazione degli impianti offshore nell’oil&gas, che per il comparto può significare una serie di vantaggi: a partire dalla riduzione dell’impiego di olio idraulico fino alla riduzione del consumo energetico, ed emissioni connesse, richieste per fornire la potenza idraulica a grandi distanze, con elevata dispersione di energia. L’elettrificazione rende inoltre le installazioni anche più veloci e di più facile integrazione, riducendo nel complesso i costi operativi.
L’intento di Bosch Rexroth è quindi quello di rendere il passaggio all’elettrico il più semplice possibile, utilizzando ciò che è già in uso negli impianti oil&gas: tutta la gamma dei nuovi attuatori elettrici ha interfacce standard, ha certificazione di safety di livello SIL3 e offre compattezza, leggerezza e potenza: la eSEA Torque con un’alimentazione di 48 W può comandare valvole fino a 2 pollici installate a 4.000 metri di profondità, mentre le eSEA Push offrono forze in uscita fino a 745 kN, con alimentazione elettrica da 96 W a 480 W.
“Per questi prodotti ci aspettiamo un grande feedback dal mercato – spiega Kubacki -, dando ad esempio la possibilità di elettrificare un sistema idraulico che potrebbe già mostrare malfunzionamenti. L’interfaccia standard consente infatti di impiegare questi attuatori anche per la riparazione e il retrofit di sistemi già esistenti. Preparando così gli operatori a un possibile futuro in cui potranno decidere di escludere l’idraulica e provvedere in elettrico a tutte le movimentazioni”.
Dall’elettrificazione e dall’unmanning delle applicazioni, per Bosch discende quindi anche un altro importantissimo trend, come illustra Kubacki in conclusione: “Se il trend reso possibile dalla digitalizzazione dei sistemi di controllo e gestione e dall’elettrificazione è quello di eliminare tutto il personale nelle infrastrutture offshore, sorge la domanda relativa al perché in futuro ci debba essere ancora il bisogno di avere strutture costruite sulla superficie del mare, che oggi rappresentano circa il 50% delle infrastrutture offshore oil&gas. In prospettiva, dunque, è possibile pensare che al 2030 tutte le infrastrutture offshore potrebbero essere sottomarine, senza più bisogno di costruire piattaforme galleggianti in superficie come avviene oggi. Il tutto comandato dalla terraferma mediante sistemi all-electric e cavi di trasmissione più piccoli ed efficienti, rendendo più snelle e meno costose le installazioni”.