Faire.ai è una start-up fintech nata lo scorso aprile che sfrutta l’open banking quale fonte e utilizzo di dati, unitamente a machine learning e intelligenza artificiale per stimare merito creditizio dei consumatori, abilitando l’automazione del credito. Faire.ai gestisce quindi l’intero ciclo di vita di un prestito, abilitando le banche a erogare prestiti in modo istantaneo attraverso un’unica API.
Nata dall’iniziativa di quattro giovani talenti del panorama fintech italiano, Gianluigi Davassi (in foto, a destra in seconda fila), Gilberto Taccari, Giorgio Fiorentino e Cristina Bonacina, la start-up ha appena concluso un round di finanziamento da 1,5 milioni di euro da parte di Banca Progetto. L’istituto finanziario, nato nel 2015 dal riassetto di Banca Popolare Lecchese da parte del fondo californiano Oaktree, è attivo nel mercato del credito alle famiglie e alle imprese, e grazie alla partnership avviata con Faire.ai intende sviluppare ulteriormente, in ottica di open innovation, la propria offerta di servizi tramite il canale digitale.
Faire.ai offre nello specifico una piattaforma cloud che grazie all’open banking permette il recupero dei dati transazionali degli utenti. Il merito creditizio dell’utente viene poi definito grazie all’impiego dell’AI. La piattaforma offre quindi a partner finanziari integrazioni via API per approvazione istantanea dei prestiti. Ciò comporta una importante rivoluzione nel mercato del credito, poiché in genere il tempo medio di erogazione richiede dai 5 ai 10 giorni lavorativi. Stando ai dati del report di Crif, il 40% della popolazione attiva in Italia ha un prestito attivo, di cui il 45% con importo inferiore ai 5.000 euro che solitamente va a coprire spese come l’acquisto di una nuova auto, di elettrodomestici e così via.
“Siamo entusiasti di dare il via a questa nuova avventura e certi che sarà un’esperienza coinvolgente per tutti, soprattutto perché ci collochiamo in un contesto incredibilmente stimolante e in rapida crescita – dice Gianluigi Davassi, CEO e co-founder di Faire -. Con il resto del team abbiamo già lavorato ad iniziative digitali di successo e ora, insieme, ci siamo lanciati in questa nuova sfida per consentire a banche e istituzioni finanziarie di entrare senza soluzione di continuità nel mercato del credito al consumo e promuovere l’inclusione finanziaria aiutando i clienti a godere del vantaggi dell’open banking, settore che da un anno a questa parte ha vissuto una vera e propria rivoluzione”.