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Cosa valutare nella scelta di tecnologie AR secondo Kaminsky di PTC

Le applicazioni industriali della realtà aumentata possono dare alle aziende un prezioso supporto in una varietà di attività, generando un circuito positivo di collaborazione remota che mette in comune risorse e competenze annullando le distanze fisiche. A determinare il successo di un progetto che si avvale di tecnologie di AR concorrono tre principali componenti, come rimarca Greg Kaminsky, esperto di tecnologia e content marketing manager di PTC: si parla di esperienza nel settore, hardware e del software corretto.

PTC a tale riguardo offre alle aziende soluzioni IoT e una piattaforma di realtà aumentata nel prodotto PTC Vuforia che grazie alla sua flessibilità consente di supportare diversi dispositivi, quali occhiali intelligenti monoculari, binoculari o mobili, così come una varietà di sistemi operativi, tra cui i principali ovvero Andriod, iOS e Windows. Motivi per cui ABI Research ha definito il prodotto come leader in una recente analisi delle piattaforme AR aziendali.

“Dall’ottimizzazione di complicati processi produttivi alla valorizzazione delle vendite e del materiale di marketing, esistono tutta una serie di dispositivi AR disponibili sul mercato che possono aiutare le aziende a differenziare il proprio marchio – dice Kaminsky -. Utilizzi diversi dei dispositivi richiedono quindi requisiti altrettanto diversi. Primo passo da compiete dovrebbe pertanto essere capire dove l’AR può fornire maggior valore alla propria organizzazione”.

Gli ambiti in cui l’AR può essere adottata con efficacia sono diversi, e tra questi figurano certamente la produzione, i servizi sul campo e l’ambito vendite e marketing. “Costo, facilità d’uso, sviluppi futuri del prodotto e la sua diffusione sono fattori specifici di ogni dispositivo – prosegue il content marketing manager di PTC -, per cui, prima di prendere una decisione sull’hardware, è importante pensare al budget a disposizione, ai requisiti di sicurezza e agli obiettivi futuri dell’AR“.

Una prima opzione a livello di hardware AR consiste nei dispositivi indossabili o portatili. “Gli head-mounted display (HMD) come gli HoloLens di Microsoft forniscono ai lavoratori un’esperienza immersiva a mani libere – dice Kaminsky -, e tuttavia un dispositivo indossabile potrebbe non essere necessariamente l’opzione migliore per le vostre esigenze”. Per l’esperto di PTC è necessario innanzitutto considerare il tipo di ambiente in cui si troveranno i lavoratori.

“Dall’altro lato, i tablet e i telefoni cellulari sono un modo rapido e conveniente per iniziare a usare la realtà aumentata – aggiunge Kaminsky -, ma i dispositivi portatili possono limitare la capacità degli utenti di eseguire in contemporanea un lavoro”

Occorre quindi anche chiedersi se:

Le risposte a queste domande dipendono per Kaminsky da da qual è la sfida che il potenziale utilizzatore si prefigge, e da come pensa di risolverla con l’AR.
•    Compatibilità con il software di realtà aumentata
“Infine, è necessario prendere in esame il tema della compatibilità con il software di realtà aumentata – conclude Kaminsky -. Gli ‘smart glasses’ e altri dispositivi AR possono migliorare le abilità della forza lavoro di un’azienda e valorizzarne i prodotti fisici con contenuti digitali, ma soprattutto, servirà una piattaforma AR aziendale che permetta ai tecnici di creare rapidamente contenuti di realtà aumentata efficaci. Scegliere un dispositivo compatibile con la propria piattaforma AR permette di sfruttare le caratteristiche uniche dell’hardware, come i comandi vocali e le capacità di ‘eye tracking’ integrate nel software”.

I tal senso, le piattaforme hardware agnostiche come PTC Vuforia danno agli sviluppatori di contenuti la possibilità di utilizzare i dispositivi di cui già dispongono o di sperimentare nuovi dispositivi di loro scelta, pur sfruttando le caratteristiche esclusive del dispositivo. Questo significa che se si intende cambiare l’hardware scelto inizialmente, non serve ricominciare tutto da capo quando si procede a creare i contenuti.