DataMasters è la prima MasterClass italiana dedicata allo sviluppo di competenze digitali specialistiche in Intelligenza artificiale, machine learning e data science. L’idea è nata da una prima esigenza interna, come racconta il CEO Francesco Cipriani, di fronte alle difficoltà avute nel reperire nuove risorse da affiancare al team interno che si occupa di AI. Dopo centinaia di colloqui condotti, l’azienda non era infatti riuscita nell’intento di trovare profili professionali in possesso di competenze trasversali.
“Abbiamo visto che nel mondo del lavoro in Italia, così come in ambito di scuola e formazione, esiste un problema di fondo, oltre ad esserci accorti che la stessa nostra difficoltà era comune anche alle altre aziende – racconta Cipriani -. In Italia vi è scarsità di talenti nel settore IT, e così come mancano sviluppatori e ingegneri del software, altrettanta penuria c’è sul fronte dell’AI. Con l’unica differenza che qui la mancanza è ancora poco avvertita in quanto l’Italia presenta un ritardo nell’adozione dell’intelligenza artificiale, per cui il problema della mancanza di competenze non è ancora sentito in modo particolare, come accade invece per sviluppatori e software engineers. Nel nostro Paese è infatti ancora bassa la percentuale di aziende che fa impiego della AI. Il problema è destinato però a crescere con l’aumentare dell’adozione della tecnologia, e la domanda di profili professionali legati alla AI, seppur già molto alta (su Linkedin sono circa 3.500 le posizioni aperte tra data scientist e machine learning engineer), è destinata ad aumentare”.
La piattaforma DataMasters è pertanto nata per offrire percorsi di formazione a chi sia interessato ad acquisire competenze digitali, necessarie per operare negli ambiti della AI, del machine learning e del data science. Al contempo, si tratta di una community aperta che aggrega appassionati di AI, per agevolare lo scambio di esperienze, la condivisione di progetti e la contaminazione di competenze.
“I percorsi formativi che offriamo rispondono a diverse esigenze: vi è ad esempio un corso gratuito per imparare a programmare in Python, linguaggio principe della data science – illustra Cipriani -, oltre a un corso dedicato a chi intende entrare nel mondo del data science, familiarizzandosi con strumenti quali librerie di data engineering e data visualization. I corsi sono disponibili on-demand e consentono di acquisire le competenze necessarie alla creazione e processing di un data set, che implica la pulizia dei dati, la loro unione con altre sorgenti, la loro visualizzazione e l’analisi, sia statica che predittiva”.
L’offerta formativa di DataMasters include altresì un corso per diventare esperto in machine learning, e qui le lezioni sono al 60% on demand e per il restante 40% in presenza con un docente. “Le lezioni in presenza si tengono al di fuori dell’orario di lavoro e servono da supporto e approfondimento alle lezioni on demand – spiega il CEO -. Grazie alla presenza del docente è infatti possibile sia chiarire eventuali dubbi che fossero sorti durante le lezioni on demand, sia per esercitarsi su casi d’uso reali in preparazione alle problematiche quotidiane di un contesto lavorativo. Ai nostri corsi partecipano quindi sia studenti universitari che lavoratori, intenzionati magari ad aggiornare le loro competenze per un cambio di percorso professionale”.
I percorsi di formazione sono quindi rivolti sia ai singoli che a imprese e centri di ricerca, con percorsi di upskilling per team interni. In questo caso vengono spesso elaborate masterclass su misura in risposta a specifiche esigenze, con moduli aggiuntivi mirati ad approfondire in maniera verticale il dominio applicativo delle diverse aziende.
“Per contribuire concretamente a colmare il gap di competenze specialistiche nel campo della AI, stiamo lavorando alla creazione di un ecosistema con cui misurare il grado di competenze delle persone presenti all’interno della nostra community, utilizzando un approccio data-driven nella risoluzione del problema della ricerca di talenti – dice infine Cipriani -. Partendo dalla considerazione che un professionista HR, per quanto bravo, non avrà mai le necessarie competenze a valutare profili tecnici, abbiamo aggiunto al nostro ecosistema degli strumenti di testing e misurazione delle competenze, oltreché di matchmaking. Il sistema che stiamo sviluppando impiega quindi algoritmi di AI applicati alla base dati raccolta, composta da percorso formativo della persona, assessment verticali e necessità dell’azienda. L’obiettivo è fare il miglior matchmaking tra domanda e offerta di lavoro, supportando e ottimizzando il lavoro dell’HR e riducendo i tempi di recruiting. Ad oggi abbiamo già sviluppato dei prototipi con cui abbiamo validato l’idea, con il duplice obiettivo di offrire il servizio alle aziende a fronte del pagamento di un fee, dando quindi loro la possibilità di accedere a un database di informazioni relative a determinati profili tecnici, preziosi per ottimizzare le attività di selezione del personale“.