ITALIA 4.0_2021
36 ITALIA 4.0 2021 l’Italia si colloca al 23esimo posto in termini di connettività tra gli Stati membri dell’UE. Il 61% delle famiglie è abbonato alla banda larga fissa, un dato leggermente inferiore alla media UE (77%). La percentuale di fa- miglie che disponevano di una velocità di almeno 100 Mbps ha continuato a crescere, passando dal 22% nel 2019 al 28% nel 2020, il che pone tuttavia il Paese al di sotto del- la media UE del 4 %. Il 3,6% delle famiglie disponeva di una velocità di almeno 1 Gbps nel 2020: un notevole aumento rispetto al 2019 e una percentuale che pone l’Italia al di sopra della media UE per questo indica- tore. Per quanto riguarda la copertura della banda larga veloce NGA, la percentuale di famiglie incluse è del 93%, al di sopra del- la media UE pari all’87%. In materia di co- pertura della rete fissa ad altissima capacità, nel 2020 la percentuale di famiglie coperte era del 34%, un aumento di quattro punti percentuali rispetto al 2019, ma ancora no- tevolmente al di sotto della media UE del 59%. La copertura FTTP riguardava il 33,7% delle famiglie (in aumento rispetto al 30% del 2019), con un incremento che va quasi di pari passo con la media UE (42,5 % nel 2020, in aumento rispetto al 37,5% dell’an- no precedente). Solo l’8% delle zone abitate è coperto dal 5G, un dato inferiore alla me- dia UE del 14%, nonostante il tasso relativa- mente elevato di preparazione al 5G (60%). Per quanto riguarda l’indice dei prezzi della banda larga, il punteggio dell’Italia pari a 74 è rimasto invariato tra il 2019 e il 2020 e si conferma superiore alla media UE. Negli ultimi anni l’Italia ha perseguito gli obiettivi di connettività dell’UE combinan- do attività di regolamentazione e politiche pubbliche e adottando misure per stimola- re l’offerta e la domanda. Il ‘Piano Scuole Connesse’ fornisce una connettività fino a 1 Gbps alle scuole statali e agli istituti scola- stici, connettendo tutti i plessi scolastici se- condari di primo e secondo grado sull’inte- ro territorio nazionale, nonché tutti i plessi della scuola primaria e dell’infanzia situati nelle aree già interessate da interventi in- frastrutturali (denominate ‘aree bianche’). In totale sono interessati circa 35.000 edifici. Il piano nazionale Banda Ultralarga rivisto mira a raggiungere e superare gli obietti- vi fissati dalla Commissione Europea per il 2030 introducendo un obiettivo di almeno 1 Gbps per tutti entro il 2026. Il Piano prevede che, qualora le reti private fisse e senza fili non siano in grado di garantire il consegui- mento di tale obiettivo, lo Stato possa inter- venire creando le infrastrutture necessarie per raggiungerlo. In termini di investimenti, è stato stimato che sono necessarie risorse pubbliche per colmare il divario infrastrut- turale fisso nelle aree non coperte da ope- ratori privati, che interessa circa 8,5 milioni di famiglie. Integrazione delle tecnologie digitali L’Italia si colloca al 10ecimo posto nell’UE per quanto riguarda l’integrazione delle tecnologie digitali. La maggior parte delle PMI italiane ha un livello di intensità digi- tale almeno di base (69%, ben al di sopra della media UE del 60%). Le imprese italiane fanno registrare ottimi risultati nell’uso del- la fatturazione elettronica: il 95 % di esse la utilizza, un dato quasi tre volte superiore alla media UE e frutto di interventi legisla- tivi tra il 2014 e il 2019. Dal 2018 al 2020 la percentuale di imprese che utilizzano servizi cloud è aumentata notevolmente, raggiun- gendo il 38% (rispetto al 15% del 2018). Le prestazioni dell’Italia restano deboli in altre aree. L’uso dei Big Data è basso (sono utiliz- zati dal 9% delle imprese italiane rispetto a una media UE del 14%), come pure l’uso di tecnologie basate sull’Intelligenza Artifi- ciale (18% delle imprese italiane, mentre la media UE è del 25%). Anche la diffusione del commercio elettronico e l’uso della digi- talizzazione per la sostenibilità ambientale sono al di sotto della media UE. Il Governo ha rivisto, ed esteso ulterior- mente, le agevolazioni fiscali nel quadro di Transizione 4.0, passando dallo strumento dell’iper-ammortamento al credito d’impo- sta. I risultati dei primi anni di attuazione mostrano che l’iper-ammortamento è stato ampiamente utilizzato dalle PMI e ha sti-
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