Il calo della produttività, la lentezza delle supply chain e la continua lotta per trovare e trattenere i lavoratori hanno rappresentato un fattore decisivo nella rapida adozione sul mercato dei robot mobili autonomi (AMR). Nonostante l’industria AMR sia ancora nella sua fase primordiale, Davide Boaglio, area sales manager Italia di Mobile Industrial Robots (MiR), rileva come magazzini, fabbriche e strutture di tutte le dimensioni stiano già riconoscendo i benefici, che vanno dal lanciare più velocemente i prodotti sul mercato alla riqualificazione dei lavoratori verso compiti più importanti e gratificanti rispetto al trasporto manuale delle merci.
“Questi vantaggi continuano a spingere le implementazioni di AMR in applicazioni sempre più impegnative – dice Boaglio -, dalla produzione automotive ed elettronica, alla logistica di terze parti e ai beni confezionati di consumo. Per affrontare le sfide che queste nuove applicazioni sofisticate pongono, i produttori di AMR aggiornano costantemente le loro tecnologie per migliorare le prestazioni e la facilità d’uso dei loro robot, consentendo a questi ultimi di muoversi in modo efficiente e sicuro in situazioni di traffico difficoltose”.
Boaglio individua petrtanto cinque tecnologie in rapida evoluzione che portano un aumento nelle capacità degli AMR spingendone quindi la diffusione. A partire dall’intelligenza artificiale, che rende gli AMR più intelligenti e sicuri.
“L’intelligenza artificiale (AI) è un termine gettonato, spesso utilizzato impropriamente e in modo contraddittorio nei vari settori e nelle applicazioni – nota il sales manager -. Quando però si riferisce agli AMR, la tecnologia basata su AI rende i robot più intelligenti in modo tale che possano apprendere da soli come eseguire attività che in precedenza risultavano complicate o impossibili senza codifiche costose e dispendiose in termini di tempo. L’intelligenza artificiale richiede una notevole quantità di potenza computazionale, la quale sta diventando più accessibile per gli sviluppatori di AMR. Ciò consente loro di ‘addestrare’ i robot a identificare più rapidamente oggetti e situazioni. Una nuova generazione di algoritmi consente ai robot di essere più efficienti nell’apprendere da ciò che sperimentano. Ciò permette di migliorare il rilevamento e a compiere scelte intelligenti nelle diverse circostanze, anche se questo richiede del tempo”.
Oggi, gli AMR di ultima generazione si affidano all’AI per funzionalità come l’identificazione degli oggetti con maggiore precisione e la navigazione informata per eseguire manovre sicure attraverso strutture congestionate, il tutto con un minor consumo energetico. Mentre si devono ancora affermare grandi innovazioni nelle capacità dell’intelligenza artificiale, per Boaglio continuerà a migliorare il comportamento autonomo degli AMR, ossia il modo con cui viaggiano da un punto all’altro senza rendersi veramente conto di ciò che succede intorno a loro.
Boaglio aggiunge quindi che è plausibile che nel 2022 più aziende passeranno dalla connettività Wi-Fi al 4G, e ciò rappresenterà un grande passo verso l’infrastruttura IT più forte e robusta promessa dal 5G. Anche con il 4G, gli stabilimenti vedranno una migliore connettività dei dati, una maggiore sicurezza e una qualità del servizio complessiva di gran lunga superiore a quella offerta dal Wi-Fi tradizionale. Man mano che le aziende passeranno al 5G, che è l’ideale per trasferire ancora più dati in modo rapido e preciso, anche le prestazioni degli AMR faranno un enorme salto di qualità, con decisioni più veloci e precise sui percorsi da intraprendere all’interno delle strutture.
Un terzo fattore che supporterà la gestione della flotta di AMR sono quindi l’interoperabilità e i software avanzati: “Per i singoli robot, i miglioramenti nella tecnologia dei sensori e i progressi della connettività, come il 5G, aiuteranno a inserire i dati negli algoritmi di pianificazione e nel software degli AMR – dice Boaglio -. Questi dati sono fondamentali quando si naviga nelle strutture, in quanto consentono ai robot di vedere qualsiasi oggetto intorno o sopra di sé. Con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, il software avanzato istruisce i robot sulle attività o sui programmi da eseguire, aiutandoli con la pianificazione del percorso e/o la prevenzione delle collisioni. Fino a poco tempo fa, anche due o tre AMR erano considerati un set up avanzato. Con gli stabilimenti che ora utilizzano un gran numero di AMR, c’è una maggiore necessità di coordinare, controllare e gestire la flotta con un unico sistema logistico interno. Da un’interfaccia web, il software di gestione della flotta migliora l’efficienza delle operazioni degli AMR, consentendo una facile programmazione e controllo dei robot, compresi quelli con diversi moduli superiori, ganci o altri accessori. Una volta terminata la fase di programmazione, il sistema gestisce le priorità della flotta di robot e seleziona quello più adatto all’operazione che deve essere eseguita, in base alla posizione e alla disponibilità”.
Andando oltre, potrebbe sembrare che la sicurezza informatica non figuri tra i principali punti di interesse quando si tratta di tecnologie che muovono gli AMR, anche se per Boaglio la situazione sta cambiando. “Con l’AI, l’interoperabilità e con le reti wireless 5G che fanno un uso molto più esteso dei dati aziendali, le organizzazioni che impiegano i robot devono prestare molta attenzione a come vengono resi accessibili i dati e a cosa stanno facendo i produttori di AMR per proteggerli. Ciò rientra nello scenario e nei trend che riguardano la sicurezza informatica nel settore industriale, dove recentemente le minacce stanno giocando un ruolo sempre più importante/devastante”.
Anche se l’industria dell’automazione non sta attualmente registrando un aumento significativo di attacchi, Boaglio sottolinea come esista un trend preoccupante nel numero e nella sofisticazione di essi alla supply chain che merita molta attenzione. I sistemi cyber-fisici stanno diventando sempre più interessanti sia per il settore della sicurezza che per i cyber criminali. Sebbene la maggior parte degli attacchi miri ancora all’infrastruttura IT delle aziende, le minacce ai dispositivi OT sono in rapida crescita. Come parte di questa tendenza, per Boaglio i produttori di AMR devono quindi intraprendere azioni decisive per garantire che i clienti siano protetti in un mondo interconnesso e in continua evoluzione.
“Infine, i confini tra AMR e altre applicazioni automatizzate si stanno dissolvendo – conclude Boaglio -. Gli AMR hanno trasformato la gestione della logistica interna al fine di rendere le aziende più produttive e competitive. Ciò significa che system integrator e produttori stanno lavorando fianco a fianco dei facility manager per sfruttare i progressi nella movimentazione dei materiali per nuove soluzioni. Applicazioni di piccolo carico, come il trasporto di materie prime per la produzione o prodotti finiti per la qualità, o ad esempio lo smaltimento degli scarti di lavorazione, stanno proliferando nelle strutture in tutto il mondo, ma richiedono AMR che possano trasportare carichi più elevati, in sostituzione di carrelli elevatori o transpallet a guida manuale. Inoltre, anche i manipolatori dotati di braccio cobot montato su piattaforme mobili, si stanno evolvendo, dato che sempre più aziende vogliono spostare il cobot da una posizione all’altra per eseguire una gamma più ampia di attività e ottenere un valore maggiore dall’investimento nell’automazione. Mentre le aziende stanno traendo benefici grazie ai vantaggi dell’automazione, continuano a valutare nuove opportunità di impiego nelle varie aree degli impianti: dalla piattaforma di scarico, attraverso l’area di produzione fino al magazzino e al reparto spedizione. Con prestazioni, sicurezza e interoperabilità migliorate, i confini tra sistemi tradizionali e AMR diventeranno sempre meno definiti”.