Italia 4.0

Automazione e collaboratività estese con la AI nei cobot per Facchinetti

Task automatizzate più flessibili ed efficienti, grazie al tasso di collaboratività superiore che l’intelligenza artificiale applicata ai robot collaborativi porta. E’ il primo e più evidente beneficio che L’AI porta nella robotica per Fabio Facchinetti, sales manager di Alumotion, società che lavora con diversi brand tra cui Universal Robots, ampliando ulteriormente la varietà di applicazioni possibili e abbassando la specificità delle conoscenze richieste agli operatori.

“Un esempio è rappresentato dalle applicazioni di handling e kitting – esordisce Facchinetti -, che possono venir automatizzate con molta più semplicità. L’abbinamento fra un cobot e un sistema di visione consente al robot di gestire questa operazione anche in presenza di oggetti di dimensioni, peso e materiale diverso, senza ricorrere a modelli 3D cad preinseriti. Il robot ‘riconosce’ gli oggetti e procede alla loro corretta collocazione. Vengono meno, o si semplificano drasticamente, tutta una serie di complicazioni di programmazione, generando un enorme guadagno in flessibilità ed efficienza per tutte quelle operazioni di logistica interna”.

Ma quali sono le soluzioni di intelligenza artificiale che Alumotion ha già nella propria offerta di robot?  “A livello software posso citare Insights, una soluzione progettata per aiutare le imprese a integrare il robot collaborativo più velocemente e massimizzare la produzione – illustra Facchinetti -. Insights invia un SMS quando i robot richiedono l’intervento dell’operatore (ad esempio per un malfunzionamento) e fornisce dati in tempo reale per monitorare, risolvere e migliorare la produzione. Con Insights è possibile controllare completamente il robot da remoto, automatizzando fasi di produzione anche a luci spente. Tutti i cobot UR, inoltre, sono dotati di supporto integrato per i protocolli EthernetIP, Profinet, MODBUS e TCP / IP. Questi protocolli forniscono una struttura sicura per accedere ai dati dello stato del robot e per la raccolta e l’analisi dei dati relativi alla produzione”.

Uno dei vantaggi più immediati che derivano dall’AI integrata ai robot collaborativi è per Alumotion proprio il monitoraggio e l’analisi dei dati, attività di fondamentale importanza per prendere decisioni strategiche in merito alla produzione, molto più efficaci in quanto basate su elementi concreti. Non mancano quindi i componenti lato hardware, tra cui i sistemi di visione e gripper presenti nello store online Universal Robots+ che dotano il cobot di ‘occhi e mani’, rendendolo in grado di interagire con maggiore flessibilità con la linea produttiva.

A cambiare è quindi anche lo stesso rapporto tra uomo e robot, laddove i robot divengono in grado di apprendere dall’esperienza e dalle interazioni. Impattando quindi anche competenze e conoscenze richieste agli operatori. “Il rapporto tra uomo e robot ‘più intelligente’ cambia in meglio – dice Facchinetti -. Si innalza, infatti, il tasso di collaborazione e aumenta se possibile ancora di più il livello di sicurezza nel rapporto tra cobot e operatore. L’intelligenza artificiale ne semplifica l’uso abbassandone ulteriormente il carico cognitivo. Il tema delle competenze però è delicato e merita una riflessione. I nostri cobot sono funzionali anche con competenze di base, mentre applicazioni complesse richiedono invece un tasso di padronanza della materia più elevato. I robot collaborativi UR semplificano l’accesso, da parte degli operatori, a questo livello di competenza. Ne sono in qualche modo il viatico, lo strumento tramite cui anche le imprese più piccole possono colmare il gap di competenze diffuso sul mercato. L’intelligenza artificiale estende ancora di più questa soglia di accessibilità rendendo i robot collaborativi in grado di interagire ancora più efficacemente con gli operatori anche meno esperti”.

Il tasso di collaborazione aumenta quindi non solo sul fronte uomo-robot, ma anche nell’interazione tra robot e altri robot e sistemi, come spiega Facchinetti riportando un esempio molto pratico e concreto: “Il cobot, se dotato di un sistema di visione e di un software di analisi, è in grado di agire anche nei confronti di un insieme eterogeneo e disordinato di oggetti, prelevandoli e posizionandoli con ordine. Non ha più bisogno di avere a disposizione un pattern preordinato per il pick&place, ma può adattivamente operare anche in situazioni di ordine casuale. Una soluzione di questo tipo rende quindi ad esempio molto più flessibile l’interazione fra il cobot e un conveyor tracking, e l’applicazione del pick&place più efficiente”.