Sono davvero infinite e in crescita continua le attività che è possibile svolgere tramite l’utilizzo di app da dispositivi mobili. Il valore globale della app economy, nata e alimentata dalla diffusione capillare degli smartphone, secondo le stime della società App Annie oggi è pari a 1.300 miliardi di dollari, sommando app a pagamento, pubblicità e acquisiti mobile, e crescerà a 6.300 miliardi entro il 2021.
Nel mondo ad oggi si contano 3,4 miliardi di utenti, che trascorrono 1.600 miliardi di ore l’anno sulle applicazioni, spendendo una media di circa 379 dollari l’anno a testa. Numeri sorprendenti per un mercato relativamente giovane, se si tiene conto che i due principali store online per app mobili, App Store di Apple e l’Android Store di Google, sono nati solo 9 anni fa. Con previsioni di crescita per il settore a 6.300 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni, saliranno a 3.500 le ore passate sulle app e volerà a quota 1.000 dollari a testa la spesa degli utenti. Fa impressione la cifra del valore globale del mercato che le app genereranno da qui al 2021, che supera il PIL di Paesi come Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Giappone.
Sul fronte occupazione, secondo Progressive Policy l’app economy ha quindi creato 1 milione e 640 mila posti di lavoro in Europa in meno di un decennio, di cui 529 mila diretti (sviluppatori software per la gran parte), e 1,73 milioni negli Stati Uniti. L’impatto dell’impiego delle app va però anche oltre la mera monetizzazione diretta: si pensi infatti alle applicazioni per home banking, che consentono alle banche notevoli riduzioni dei costi per i servizi nelle filiali, o l’uso di app gratuite che permettono però la raccolta di informazioni utili sulle preferenze degli utenti, al fine di personalizzare prodotti e servizi.