Italia 4.0

AI per il Made in Italy, le attività dell’Osservatorio IIA a sostegno delle PMI italiane

Lo scorso 4 giugno, presso la Camera dei Deputati, si è tenuto l’evento ‘Digital AI per il Made in Italy‘, con la presentazione dell’Osservatorio IIA – Intelligenza artificiale per l’Italia, iniziativa permanente per la ricerca applicata, la formazione e l’indirizzo strategico sull’adozione dell’AI tra le PMI italiane.

L’Osservatorio IIA è il primo think tank italiano dedicato alla AI applicata al tessuto produttivo delle PMI, di cui è fondatore e presidente Paolo Bombarola, tra i massimi esperti di AI applicata al business digitale. Portare questo confronto a Montecitorio è stata quindi una scelta precisa: l’AI applicata al sistema produttivo italiano non è più un tema da convegno tecnologico, ma una questione di politica industriale, di competitività nazionale, di sopravvivenza per migliaia di piccole e medie imprese. Il Made in Italy merita una sede istituzionale all’altezza della sua rilevanza strategica.

I dati parlano da soli. L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane è raddoppiata nel 2025, passando dall’8,2% al 16,4%. Ma l’83,6% delle imprese è ancora fuori. Il divario tra grandi aziende – al 53,1% di adozione – e PMI, ferme al 15,7%, si è allargato a 37,4 punti percentuali. L’Italia resta sotto la media europea (19,95%), distante anni luce dalla Danimarca (42%). E nel frattempo ChatGPT, Google Gemini e le piattaforme di AI generativa stanno ridisegnando le regole della visibilità online, mentre il 56% delle PMI italiane non misura ancora il ritorno del proprio investimento in marketing.

A Montecitorio si è parlato di tutto questo – con il linguaggio concreto degli imprenditori, non quello astratto dei tecnocrati.
Ecco dunque i numeri chiave:
•    16,4% – Adozione IA nelle imprese italiane (2025), era 8,2% nel 2024
•    83,6% – Imprese italiane che non utilizzano ancora alcuna forma di IA
•    53,1% vs 15,7% – Il divario IA tra grandi imprese e PMI nel 2025
•    37,4 punti – L’ampiezza del gap dimensionale, da 20 punti nel 2023 a oggi
•    58,6% – PMI che indicano la mancanza di competenze come principale barriera
•    56% – PMI che non misurano il ritorno del proprio investimento in marketing

Nel corso della conferenza, Bomparola ha quindi illustrato le attività dell’Osservatorio IIA e le strategie operative per le PMI italiane che vogliono usare l’intelligenza artificiale come leva competitiva reale: posizionamento sui nuovi motori di ricerca basati su IA, ottimizzazione delle campagne digitali, misurazione del ROI. Non scenari futuri, ma strumenti applicabili da subito.

‘L’IA deve parlare italiano’
“Il Made in Italy ha nella sua identità il vantaggio competitivo più potente che esista sui mercati globali – ha dichiarato Bombarola nel suo intervento -. L’intelligenza artificiale non è una minaccia a quell’identità: è lo strumento più efficace per portarla dove i clienti di domani la cercheranno. Oggi portiamo questa visione dove deve essere discussa: nel cuore delle istituzioni italiane. So che un artigiano di Bari, un produttore del distretto ceramico di Sassuolo e un’agenzia immobiliare di Torino hanno bisogno di soluzioni diverse – non dello stesso modello scalato dall’alto. L’Osservatorio IIA nasce per costruire quelle soluzioni: concrete, misurabili, italiane“.

La conferenza si è conclusa con un momento di premiazione dedicato a realtà imprenditoriali italiane che si sono distinte per l’approccio innovativo all’integrazione del digitale e dell’IA nel proprio business.

Cosa farà l’Osservatorio IIA
Ricerca applicata. Analisi, report e dati sull’adozione dell’AI nelle PMI italiane, disaggregati per settore, territorio e dimensione d’impresa. Non ricerca accademica: ricerca orientata alle decisioni operative degli imprenditori.

Formazione e divulgazione. Contenuti, guide pratiche e sessioni formative dedicate all’uso intelligente dell’AI nel marketing, nella comunicazione, nella gestione del cliente e nei processi aziendali – con un linguaggio accessibile e casi reali.

Indirizzo strategico. Un punto di riferimento per orientarsi in un panorama in rapida evoluzione: dalle piattaforme di AI generativa come ChatGPT e Google Gemini, che stanno ridisegnando le logiche della visibilità online, all’Agentic AI che – secondo le stime di Gartner – gestirà entro il 2027 il 25% delle interazioni di marketing B2C in modo autonomo.