Sono state 59 mila le violazioni alla sicurezza dei dati personali registrate in Europa al 28 gennaio 2019, data di presentazione del Report DLA Piper sulle violazioni del GDPR alla privacy reso noto da Federprivacy. La ricorrenza del 28 gennaio è in particolare stata scelta come Data Privacy Day da 47 Paesi europei, insieme a Stati Uniti, Canada e Israele, per la promozione della sicurezza dei dati e delle best practice sulla privacy.
Delle 59.430 data breach rilevate dal Report, che ha raccolto i dati di un totale di 23 Paesi UE su 28 (cinque non hanno reso noti i dati), una gran parte provengono da Germania, Regno Unito e Paesi Bassi, che da soli hanno rappresentato i due terzi di tutte le violazioni, pari a 38.600 data breach. A fronte delle quasi 60 mila violazioni al GDPR registrate, le autorità preposte hanno per ora comminato solo 91 multe, un numero veramente basso e per un valore complessivo peraltro molto limitato. Ciò è dovuto probabilmente al fatto che ci si trova ancora in una fase di adeguamento alla direttiva, oltre al grande lavoro arretrato che secondo lo studio i Garanti Privacy locali nei vari Paesi devono ancora smaltire. Molte aziende sono pertanto ancora in attesa di sapere se verranno multate e di quanto.
Intanto, delle multe già comunicate, a parte il caso francese di Google che è stata chiamata a pagare 50 milioni di euro dal Garante Privacy locale, figurano quella di 20 mila euro contro un’azienda in Germania che non ha protetto in maniera adeguata le password dei dipendenti, un’altra in Austria da 4.800 euro per un sistema di telecamere a circuito chiuso non autorizzato che dava sulla strada, e quattro multe a Cipro per un totale di 11.500 euro. Nel corso del 2019, l’ammontare delle sanzioni per le violazioni registrate dovrebbe però registrare un deciso aumento, per decine di milioni di euro, se non potenzialmente per centinaia di milioni.