Violazioni dei dati, costi in salita per le imprese
29/10/2018
sicurezza IT cloud Kaspersky Lab

Secondo un recente report di Kaspersky Lab, nel 2018 il costo legato alle violazioni dei dati nelle aziende ha raggiunto per le pmi in Europa un valore medio di 104.000 euro, cresciuto di quasi il 48% rispetto al 2017. Costo che cresce a 900.000 euro per le grandi aziende, in aumento del 10%. I numeri mostrano come la salvaguardia dei dati, soprattutto nel cloud, sia una sfida sempre più prioritaria per le imprese di ogni dimensione, mettendo a rischio o comunque rallentando il successo dei progetti di trasformazione digitale.

L’ambiente IT diventa in parallelo sempre più complesso, con la presenza sempre più diffusa di infrastrutture cloud, con il 45% delle grandi società e il 33% delle pmi che hanno già pianificato o stanno progettando l’impiego del cloud ibrido nei prossimi mesi. L’aumento dei dati ‘on-the-go’ espone pertanto le informazioni a un crescente rischio sul fronte cybersecurity: Kaspersky Lab rileva infatti come gli incidenti più costosi abbiano proprio riguardato ambienti cloud e protezione dei dati. Onde garantire la sicurezza delle informazioni, è quindi in aumento la spesa in cybersecurity, mirata a contrastare gli attacchi cloud e dare il necessario sostegno alla digitalizzazione. Nel 2018, secondo Kaspersky Lab le grandi aziende europee hanno incrementato i propri budget di spesa per la sicurezza IT, arrivata al 23% del budget IT complessivo (pari quindi a circa 10,05 milioni di euro).

Guardando infine all’Italia, la spesa media in sicurezza IT si aggira intorno agli 1,1 milioni di euro, prendendo in considerazione le aziende di tutte le dimensioni. Le minacce economicamente più impattanti sono quelle legate ad attacchi mirati, pari a 473.000 euro, e alla perdita di dati elettronici da sistemi interni, con un impatto di 547.000 euro. Le motivazioni principali che inducono a un investimento nel campo della sicurezza IT indicate dalle aziende sono quindi al primo posto la volontà di migliorare le competenze specialistiche in materia, per il 35%. Seguono l’esortazione a muoversi in questa direzione da parte del top management, per il 29%, e l’adesione a precisi requisiti di conformità, per il 28%.

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