Strutturale e potenziato, il nuovo piano nazionale Transizione 4.0
30/11/2020
Piano nazionale Transizione 4.0

Definito come il primo mattone del Recovery Fund italiano dal Ministro Stefano Patuanelli, è stato presentato il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0, che nel suo insieme implica un investimento di circa 24 miliardi di euro.

Il piano non solo viene potenziato, con maggiorazione delle aliquote per fungere da maggior stimolo agli investimenti privati delle imprese, ma diviene strutturale. Questo con l’obiettivo di dare più stabilità al tessuto produttivo italiano grazie a un pacchetto di misure ampio e pluriennale che include investimenti in beni strumentali, materiali e immateriali 4.0, formazione 4.0, R&S, innovazione e green economy.

Nuova durata delle misure quindi, per cui i nuovi crediti d’imposta sono previsti per due anni, con decorrenza della misura anticipata al 16 novembre 2020. Per i contratti di acquisto di beni strumentali definiti entro il 31/12/2022 viene confermata la possibilità di beneficiare del credito con il solo versamento di un acconto pari al almeno il 20% dell’importo, con consegna dei beni nei 6 mesi successivi (pertanto entro giugno 2023).

Per gli investimenti in beni strumentali ‘ex super’ e in beni immateriali non 4.0 effettuati nel 2021 da soggetti con ricavi o compensi minori di 5 milioni di euro, il credito d’imposta è fruibile in un anno. È ammessa la compensazione immediata (dall’anno in corso) del credito relativo agli investimenti in beni strumentali. Per tutti i crediti d’imposta sui beni strumentali materiali, la fruizione dei crediti è ridotta a 3 anni in luogo dei 5 anni previsti a legislazione vigente.

Sono quindi stati maggiorati i tetti di spesa e le aliquote: il credito beni strumentali materiali (ex super) viene aumentato dal 6% al 10%, per il solo anno 2021. Sale invece dal 6% al 15% il credito per investimenti legati all’implementazione dello smart working effettuati nel 2021. Il credito viene poi esteso ai beni immateriali non 4.0 in misura del 10% per investimenti effettuati nel 2021, e al 6% per quelli effettuati nel 2022.

Per quanto riguarda invece beni materiali 4.0, il piano introduce una nuova aliquota al 50% nel 2021 e al 40% nel 2022 per spese inferiori a 2,5 milioni di euro. Per spese superiori ai 2,5 milioni e fino a 10 milioni l’aliquota è fissata al 30% per il 2021 e al 20% nel 2022. Per spese oltre i 10 milioni e fino a 20 milioni, l’aliquota è invece al 10% per 2021 e 2022. Per i beni immateriali 4.0 l’incremento dell’aliquota è invece dal 15% al 20%, mentre il massimale di spesa sale da 700 mila euro a 1 milione di euro.

investimenti 4.0

Alle voci ricerca & sviluppo, innovazione, design e green economy, sale da tre a quattro milioni il massimale di spesa in R&S, con aliquota che passa dal 12% al 20%. Il tetto di spesa per innovazione tecnologica passa da 1,5 milioni a 2 milioni, con aumento aliquota dal 6% al 10%. Per innovazione green e digitale, l’aliquota sale dal 10% al 15%, con massimale che passa da 1,5 milioni a 2 milioni. Gli investimenti in design ed estetica godranno invece di aliquote che passano dal 6% al 10%, con massimale di spesa da 1,5 a 2 milioni.

Infine, nuovo impulso agli investimenti nello sviluppo delle competenze: il credito d’imposta viene esteso alle spese sostenute per la formazione 4.0 dei dipendenti e degli imprenditori. L’agevolazione è riconosciuta nell’ambito del biennio interessato dalle nuove misure (2021-2022).

L’era dell’Industria 4.0, basata sulla digitalizzazione e l’interconnessione dei processi produttivi, ha ormai ceduto il passo a quella dell’Industria 5.0….