Smart meter, penetrazione al 14% nel mondo secondo IoT Analytics
28/11/2019
Smart meter market IoT Analytics

Gli Smart Meter, tra i primi dispositivi a dare il via all’onda della digitalizzazione delle cose in chiave IoT, ha raggiunto una penetrazione del 14% a livello globale. Il dato è riportato nello Smart Meter market report 2019-2024 di IoT Analytics. Gli smart meter sono dispositivi di misura connessi alla rete, per il controllo e monitoraggio dei consumi di risorse come elettricità, acqua e gas.

Nel 2018 sono stati venduti nel mondo 132 milioni di smart meter, e il numero di unità è previsto in crescita del 7% l’anno, superando i 200 milioni nel 2024. La base installata dovrebbe quindi oltrepassare il miliardo di dispositivi entro i prossimi due anni. Il mercato mondiale risulta molto frammentato, anche in ragione dei diversi contesti normativi nei vari Paesi e regioni e delle esigenze a livello di utilities nelle diverse aree. Nord America, Europa e APAC sono le tre regioni che guidano la classifica del mercato.

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La tecnologia è piuttosto matura in Nord America, con una penetrazione stimata tra il 30 e il 40%. USA e Canada sono stati tra i primi Paesi ad adottare gli smart meter, e oggi la gran parte degli operatori Tier 1 nel settore delle utilities ha sviluppato una soluzione di smart metering su larga scala o ne ha una in via di sviluppo. Una crescita stabile è quindi prevista per i prossimi cinque anni, trainata dallo sviluppo di un’offerta commerciale da parte dei restanti operatori così come di cooperative minori e piccole municipalità. A ciò andrà aggiunta la sostituzione di smart meter di prima generazione già installati e giunti al termine del loro ciclo di vita.

Il tasso di adozione in Europa è lo stesso registrato in Nord America, tra il 30 e il 40%, con una diffusione però molto eterogenea che varia largamente tra i diversi Stati membri. A spingere l’adozione degli smart meter in Europa ha molto contribuito nell’ultimo decennio il target di penetrazione dell’80% nel comparto elettrico al 2020 stabilito dalla UE con il piano 2009 Third Energy Package. Piano che non ha raggiunto il pieno sviluppo, avendo toccato una percentuale del 72% in una recente rilevazione. Il target è stato invece raggiunto in Italia, Svezia, Finlandia e Paesi Bassi, con previsioni di superare il 95% entro il 2020. Puntano a raggiungere il target dell’80% entro il prossimo anno Francia, Spagna, Grecia e Danimarca, mentre il processo di adozione è stato più lento in altri Paesi, tra cui anche il Regno Unito.

Smart meter market report IoT Analytics

Alcuni Paesi hanno invece deciso di non seguire il piano di adozione dell’UE, tra cui Germania, Belgio e Portogallo, avendo giudicato negativo il rapporto costi-benefici e optando invece per un tipo di implementazione selettiva. Inferiore infine il tasso di adozione degli smart meter nei comparti acqua e gas, ma in rapida crescita, con piani di sviluppo su larga scala avviati in Paesi come Italia, Francia, Regno Unito e Paesi Bassi. Stime parlano infine di un tasso di penetrazione del 40% di smart meter per gas in UE entro il 2020.

La regione Asia Pacifico è il più largo mercato per gli smart meter, con 78,1 milioni di dispositivi venduti nel 2018 nell’area, pari a circa il 60% del totale mondiale. La percentuale di penetrazione resta però inferiore al Nord America, al di sotto del 20%. Come per l’Europa, grandi differenze si rilevano quindi tra i diversi Paesi, con il comparto elettrico focus dell’attenzione nei principali Paesi. Il primo mercato per gli smart meter è la Cina, dove la State Grid Corporation of China ha avviato nel 2011 una campagna di sviluppo degli smart meter per elettricità in diverse regioni, portando all’installazione di 476 milioni di dispositivi, più della metà del parco installato cinese. Seguono Giappone e Corea del Sud, mentre l’India giocherà un ruolo importante nel futuro del mercato in virtù del finanziamento recente di un piano di infrastruttura metering avanzata (AMI) centralizzata.

Il mercato è infine agli stadi iniziali nel resto del mondo, con Africa, America Latina e Medio Oriente dove si segnalano solo alcuni progetti pilota, e un tasso di penetrazione inferiore al 5%.

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