Robot collaborativo a singolo braccio da ABB
24/07/2018
robot collaborativo YuMi a singolo braccio ABB

ABB presenta il nuovo membro della famiglia di robot collaborativi YuMi, modello a braccio singolo ancora più agile e compatto, per facile integrazione in ambienti di produzione esistenti. Presentato ad Automatica 2018, il nuovo robot collaborativo di ABB a singolo braccio è uno dei primi esemplari di una nuova generazione di robot ABB sviluppati su una piattaforma modulare, da cui nascerà una grande varietà di robot con diverse dimensioni, oltre a soluzioni personalizzate.

Il robot offre maggiore flessibilità e scalabilità alle aziende manifatturiere di ogni dimensione, rappresentando una soluzione di automazione flessibile atta ad affrontare le sfide della produzione ad alta variabilità e piccoli volumi con cicli più brevi. Come la versione a due bracci, anche YuMi a braccio singolo può operare in piena sicurezza accanto ad addetti in carne e ossa, oltre ad avere un ingombro molto compatto e a poter essere montato a pavimento, su banco, a parete o a soffitto. In questo modo le aziende possono inserire in produzione applicazioni collaborative in modo rapido e flessibile, con interruzioni minime delle attività in corso.

Grazie alla sua versatilità, la famiglia di robot YuMi consente inoltre di realizzare svariate combinazioni. Ad esempio, un robot YuMi a singolo braccio può passare pezzi a uno YuMi a doppio braccio per velocizzare i tempi di ciclo, oppure può essere impiegato come braccio aggiuntivo per integrare una postazione di ispezione e collaudo in un processo di assemblaggio elettronico. YuMi a braccio singolo può essere programmato con la stessa tecnica semplice e intuitiva di ‘programmazione guidata’ (lead through) utilizzata per il modello a due bracci. Ciò significa che qualsiasi operatore, anche senza formazione specifica, è in grado di configurare e utilizzare il robot. La semplicità di programmazione unita alla flessibilità applicativa del robot aiuta le aziende manifatturiere nei settori più svariati a sopperire alla carenza di manodopera, abbassando le barriere di ingresso per nuovi potenziali utilizzatori di robot, in primis le pmi.

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