Armadi di contenimento digitali con Rittal VX25
13/06/2018

Dopo cinque anni di sviluppo, Rittal ha presentato la nuova generazione di armadi di contenimento VX25, che succede al celebre modello TS8 lanciato nel 1999. Nel riprogettare un prodotto così importante, l’azienda si è ispirata a criteri di semplicità di progettazione, assemblaggio e gestione, e a una digitalizzazione della catena del valore secondo i canoni dell’industria 4.0.

Semplificare per innovare

La semplificazione parte dalla riprogettazione del montante, mattone base dell’intero sistema modulare. Il nuovo profilo consente accesso da tutti i lati e offre la robustezza necessaria per installazioni di ogni tipo e in ogni ambiente. Adottando il passo da 25 millimetri come criterio costruttivo unico, molti componenti possono ora essere montati in diverse configurazioni, rendendo più efficiente l’ordine e la gestione del magazzino.

Il VX25 poggia su 5 pilastri di progetto, già pensati per i possibili sviluppi futuri:

  1. Un processo di design efficiente, anche nel caso di un componente passivo come l’armadio;
  2. Semplificazione della complessità grazie all’utilizzo dei componenti simmetrici e che possono svolgere diverse funzioni (il numero di accessori a catalogo si è così ridotto del 40%);
  3. Assemblaggio smart, con diminuzione del numero di addetti e del tempo necessario a montare l’armadio;
  4. Miglioramento continuo della qualità.
  5. Uso di sinergie: il sistema deve poter integrare tutti i prodotti del portfolio.

Progettazione e gestione digitali focalizzate sul cliente

L’integrazione del digitale parte dalle capacità che Rittal ha sviluppato insieme a Eplan, altra azienda del gruppo, di progettare non solo la carpenteria, ma l’intero quadro elettrico. Una volta scelta la configurazione dell’armadio attraverso il lo strumento Rittal Configuration System disponibile online, il cliente può scaricare i file CAD e integrarli nel suo progetto. Dal configuratore viene quindi creato un “gemello digitale” dell’armadio ordinato, inviato poi alla linea di produzione completamente automatizzata, che realizza i componenti in base alle specifiche di effettivo utilizzo, forando piastre, tagliando i cavi e le canaline in misura.

Ogni componente, anche e soprattutto quelli customizzati, sono poi marchiati con un QR Code univoco, che permette di riordinare esattamente lo stesso pezzo anche se l’armadio viene installato dall’altra parte del mondo rispetto a dove è stato costruito.

Internamente, i dati relativi agli ordini vengono usati anche per gestire la capacità produttiva e gli stock di magazzino, in base alle esigenze di consegna concordate.

Il processo di digitalizzazione è inserito in un progetto da 120 milioni di euro che si concluderà nel 2020, a cui vanno aggiunti ulteriori 220 milioni di euro relativi a un progetto per nuova generazione di piccole cassette elettriche e che sarà annunciato in autunno.

Il modello TS8 resterà in produzione fino a maggio 2019, con componenti in stock ordinabili per ulteriori sei mesi, superati i quali sarà comunque possibile ordinare pezzi per sostituzioni o modifiche, ma dovranno essere prodotti ad-hoc.

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