Risorse per 43,5 milioni per università lombarde sempre più digitali
26/11/2020
digitalizzazione università Lombardia

Tra e-learning e DAD, agli atenei oggi viene richiesto uno sforzo affinché diventino sempre più digitali, in parte per rispondere alle restrizioni dovute alla pandemia di Covid-19, ma anche come orizzonte di sviluppo generale. Per questo Regione Lombardia mette a disposizione di otto centri pubblici lombardi (sette università e un istituto di studi superiori) un totale di 30 milioni di euro per un Piano di innovazione della strumentazione digitale per la didattica a distanza. Una seconda misura mette quindi a disposizione altri 13,5 milioni, grazie a nuovi ‘Accordi di collaborazione per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico’, per favorire investimenti in infrastrutture di ricerca e innovazione degli stessi otto atenei, con un finanziamento quindi di quasi 1,7 milioni per ognuno dei beneficiari.

I due provvedimenti mirati sul sistema universitario lombardo sono stati approvati dalla giunta di Regione Lombardia nella seduta del 3 novembre scorso, su proposta del vicepresidente Fabrizio Sala. Si tratta di due misure in attuazione del Piano Marshall, il programma strategico nato da Regione Lombardia per favorire la ripresa economica dopo l’emergenza Coronavirus.

In quanto alla prima misura per la digitalizzazione degli atenei, il contributo di 30 milioni verrà concesso come agevolazione a fondo perduto, a copertura del 100% delle spese ammissibili per l’acquisto di attrezzature e strumentazioni digitali, e di altre tecnologie necessarie per le attività di didattica a distanza (DAD), sia in risposta alle restrizioni legate alla pandemia sia come proposta di evoluzione verso soluzioni di e-learning. Questi i centri coinvolti e la ripartizione delle risorse, stabilita in modo proporzionale alla divisione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) 2020: Università degli Studi di Milano con 9 milioni di euro; Politecnico di Milano con 6,8 milioni di euro; Università Milano Bicocca con 4,4 milioni di euro; Università di Pavia con 4 milioni di euro; Università di Brescia con 2,3 milioni di euro; Università di Bergamo con 1,8 milioni di euro; Università dell’Insubria con 1,5 milioni di euro; IUSS (Istituto Universitario di Studi Superiori) Pavia con 196 mila euro.

Oltre alla rendicontazione delle spese sostenute, agli atenei è richiesta anche la descrizione degli interventi innovativi che si devono realizzare attraverso gli acquisti, e un cronoprogramma dei tempi di realizzazione degli interventi, nell’ottica della promozione di un vero e proprio Piano di innovazione della strumentazione digitale. Le otto università lombarde potranno utilizzarlo per gli acquisti di innovazione digitale effettuati a partire dal 4 maggio 2020 (data di approvazione della Legge Regionale n. 9 che ha dato origine al Piano Marshall ) fino al 30 giugno 2021. L’intero ammontare delle risorse sarà a disposizione delle università nel 2021.

Per quel che riguarda invece la seconda misura, i 13,5 milioni stanziati sono destinati all’innovazione delle infrastrutture di ricerca (attrezzature e/o interventi strutturali) esistenti presso gli enti universitari. Un contributo che punta a creare le condizioni migliori perché le Università possano sviluppare ricerca e innovazione superando le difficoltà dovute all’emergenza Covid-19. L’agevolazione a fondo perduto di Regione Lombardia coprirà fino al 50% del costo complessivo di tali infrastrutture.

L’era dell’Industria 4.0, basata sulla digitalizzazione e l’interconnessione dei processi produttivi, ha ormai ceduto il passo a quella dell’Industria 5.0….