Opportunità digitali sull’asse Italia-Africa con il PoliMi
07/06/2019
Innovazione Africa digitale Politecnico di Milano

Centri di ricerca e hub 4.0 tra Niger e Tunisia, villaggi intelligenti in Etiopia e sistemi di irrigazione digitale, sono solo alcuni dei progetti presentati da 21 esponenti africani dell’innovazione, che per cinque settimane sono stati ospiti della Business school del Politecnico di Milano. Affiancati e guidati anche dai docenti del Politecnico di Torino, i 21 ricercatori ed esperti sono stati beneficiari e protagonisti di un percorso di formazione sostenuto da Aics, Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. Il progetto, avviato ad aprile 2018, ha implementato la volontà politica emersa nel corso del summit di Taormina, sotto presidenza italiana del G7.

Le cinque settimane trascorse a Milano sono quindi diventate anche corsi online, messi a disposizione di una seconda generazione di innovatori africani. Tra Green-tech e digital-tech, le proposte concrete presentate hanno per ora toccato sei Paesi, Etiopia, Mozambico, Tunisia, Niger, Kenya e Nigeria, e si punta a uno loro sviluppo imprenditoriale, con il coinvolgimento di aziende italiane attive nei settori delle tecnologie digitali e dell’agro-food.

Il progetto per il Kenya prevede l’impiego di una app e di una piattaforma web per migliorare la produzione di mais, grazie al supporto di immagini satellitari dando agli agricoltori utili informazioni in ogni fase, dalla semina al raccolto. Il progetto rappresenta un’opportunità sia per le comunità locali che per aziende italiane attive nelle tecnologie per analisi del territorio, con impiego di dati satellitari e droni. In Niger, nelle regioni di Tillaberi o di Diffa, esposta alle violenze degli islamisti di Boko Haram ma ricca per le produzioni di ortaggi e legumi, si pensa invece di realizzare sistemi di irrigazione su piccola scala per incrementare la raccolta con il supporto di tecnologie digitali che progettino e gestiscano le forniture d’acqua. Anche in questo caso sono emerse le opportunità per le aziende e i centri di ricerca italiani che sappiano puntare su basso costo delle tecnologie oltre che sulla loro sostenibilità sociale ed ambientale per il contesto nigerino.

Africa Italia innovazione digitale PoliMi AicsIn Etiopia la proposta riguarda la trasformazione di un villaggio attraverso lo sfruttamento dell’energia solare per il pompaggio d’acqua sotterranea. L’obiettivo è irrigare i campi e far arrivare l’elettricità nelle case. Qui sul fronte italiano le opportunità riguarderebbero modelli di business che combinano impianti di generazione off-grid con efficienza energetica per la riduzione dei costi, riqualificazione del territorio e coinvolgimento della comunità.

Sul fronte prettamente digitale, si punta invece a far nascere in Tunisia un hub 4.0 dalla collaborazione tra università e industrie. L’obiettivo è introdurre tecnologie 4.0 nelle linee di produzione puntando su additive manufacturing per materiali metallici e polimerici. Anche qui l’Italia potrebbe giocare un ruolo in alleanza con aziende locali. Il progetto per la Nigeria è invece focalizzato su un Centro di competenza per la Next Production Revolution (Nprcc): una realtà a più voci per la formazione, la promozione e la diffusione delle nuove tecnologie, a partire da energia, digitalizzazione e mobilità. In questa proposta la dimensione produttiva appare legata a problematiche e opportunità sociali: la Nigeria è infatti il primo Paese al mondo di provenienze per le migrazioni irregolari in Italia, con circa 18mila migranti nel 2017 e oltre 36mila nel 2018. Si pensa infine alla creazione di un ecosistema intelligente per il manifatturiero in Mozambico.

Questo il primo ventaglio di progetti, che grazie anche a un rafforzamento nella selezione dei talenti, e in sinergie con le priorità del governo italiano, potrebbe essere ampliato anche ad altri Paesi sub sahariani.

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