Nuovo Governo, l’importanza dell’impegno sul Digitale
13/06/2018
digitale impegno Nuovo Governo

All’alba della formazione del nuovo Governo, e con la squadra dei ministri profilata e pronta a insediarsi, giunge accorato da più parti l’invito a mantenere al centro l’impegno sul digitale, in quanto tema che al pari di sanità, lavoro e immigrazione, è trasversale a tutti gli ambiti del nostro quotidiano. La preoccupazione è infatti che alle tematiche dello sviluppo e della trasformazione digitale del nostro Paese non venga dato il giusto e necessario peso, venendo a mancare la continuità sui progetti finora avviati. In primis, il monito e l’auspicio arriva dalle parole di Antonio Samaritani, direttore generale dell’AgID, e dagli esponenti del Team Digitale di Diego Piacentini, commissario all’Agenda digitale presso la presidenza del Consiglio, che non si sa se il nuovo Governo vorrà rinnovare.

Quello che sul digitale si chiede a gran voce è quindi riassumibile in tre punti focali: continuità delle iniziative, necessaria per portare ricadute pratiche visibili sui cittadini, il bisogno di una figura apicale a guida del digitale, una persona con un forte peso su tutto il Governo, e infine un’iniezione di competenze digitali tra i dipendenti pubblici che lavorano nella PA italiana. La continuità nel lavoro sul digitale è vitale per progetti avviati quali Spid, il Sistema pubblico di Identità digitale, Anpr e PagoPA, il sistema nazionale per i pagamenti a favore della pubblica amministrazione.

Con la pubblicazione della classifica Desi 2018, che vede l’Italia ancora pericolosamente indietro e quartultima in Europa nella crescita digitale, il tema diviene quindi un nodo cruciale nella governance del Paese, per non aggravare i problemi di competitività del sistema Italia. Intanto, secondo Samaritani, il sistema Spid inizia ad avere un suo ruolo, producendo i primi risultati con Inps, Dichiarazione dei redditi e servizi del Comune di Milano. Bene anche PagoPA, che in tre anni è passato da 300 a 16 mila PA attive, da 22mila a 9,4 milioni di transazioni. In estate il Team digitale prevede quindi il lancio in beta dell’app IO, nella quale gli utenti potranno chiedere e conservare documenti e certificati della PA, accettare ed effettuare pagamenti, ricevere comunicazioni, messaggi e promemoria.

L’app intende colmare la lacuna di effetto pratico sui cittadini che ancora si vede nel digitale in Italia, riducendo drasticamente i tempi e gli adempimenti dei cittadini verso la PA. La app sarà disponibile per i comuni passati alla Anpr, l’anagrafe nazionale della popolazione residente, ad ora solo 173 ma con altri 1.200 in arrivo, e richiederà di avere Spid, la cui attivazione a detta di molti utenti è ancora troppo laboriosa.

Serve quindi un impegno vivo e continuo nel percorso del Paese verso il digitale, come spiega Samaritani: “Occorre fare armonizzazione, accompagnamento, accelerazione. Creare asset da lasciare alle amministrazioni e iniezioni di competenze. Abbiamo punte di eccellenze mondiali e di disastro mondiale, c’è grande varianza in Italia. Governance e coesione: siamo partiti a febbraio con la conferenza stato-regioni, ora stiamo firmando accordi con singole regioni. Prendiamo le singole agende e capiamo come Agid può accelerarle con competenze, program management. Questo stesso approccio lo stiamo per replicare con città metropolitane e grandi Comuni.

“Tutto questo è l’impalcatura. E ancora non basta – continua il presidente AgID -. Il libro bianco sull’intelligenza artificiale è uno stimolo al nuovo governo su questo tema. A fianco della strategia e del piano triennale bisogna acquisire una visione tecnologica nuova. Cominciare a capire come cambiare alcune componenti dei progetti implementati oggi. Se no quando avremo finito avremo progetti vecchi: se non guardiamo alle nuove tecnologie, avremo i cassetti vuoti per la nuova programmazione europea”.

La speranza è quindi che il nuovo Governo mostri adeguata consapevolezza di quanto il digitale sia importante e strategico oggi per l’Italia, per continuare nel percorso di una maggiore aderenza al presente. In quanto il digitale è ormai una maniera evoluta di fare tutte le cose, ambito in cui il nostro Paese si trova in un allarmante ritardo. Che quindi il lavoro sul digitale sia una priorità del prossimo Governo, senza la quale è prevedibile che fallirà su tutti i campi dove intende impegnarsi.

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