Manuelli e l’impegno per la transizione digitale delle filiere
di Marco Zambelli - 18/11/2019
Manuelli Ansaldo Energia filiere

Non più solo Lighthouse Plant, il nuovo fronte delle eccellenze digitali tra le imprese sono i Flagship Plant, impianti bandiera del 4.0 che spiccano all’interno del tessuto imprenditoriale italiano di piccole e medie imprese. I Flagship Plant sono particolarmente strategici nel progetto di coinvolgimento ed estensione del processo di transizione digitale in ottica di filiera e supply chain, che in Italia contano numerosissime PMI che fanno il valore aggiunto di grandi realtà ma che per scarsità di risorse possono trovare difficoltà nell’approcciare in maniera corretta le nuove tecnologie.

“Per affrontare le sfide del mercato globale, oggi le aziende devono dare un impulso ulteriore all’innovazione, allargandola dal prodotto ai processi – spiega Luca Luigi Manuelli, nel doppio ruolo di CDO di Ansaldo Energia e di presidente del Cluster Fabbrica Intelligente -. Da questo punto di vista, il coinvolgimento della filiera di fornitori diventa indispensabile per l’empowerment di una grande azienda, in quanto a fronte di significativi investimenti per evolvere prodotto, tecnologia e business model, il rischio è di perdere competitività laddove non vi sia anche un adeguato allineamento della relativa supply chain”.

Manuelli evidenzia pertanto l’importante ruolo che una grande azienda come Ansaldo Energia svolge nel guidare e promuovere la convergenza verso Industria 4.0 del tessuto brulicante di piccole e medie imprese che compone la gran parte del mondo industriale italiano. A tale riguardo, Ansaldo Energia ha attivato una serie di iniziative a copertura dell’intera catena del valore, a iniziare dal programma AENet 4.0 per l’analisi del digital gap presente nella vasta catena di fornitori italiani dell’azienda.

Luca-Manuelli Fabbrica Intelligente“Insieme al network dei DIH di Confindustria, nelle varie regioni di loro competenza e dove operano i nostri partner, abbiamo lanciato questa iniziativa su 100 fornitori strategici, che hanno per noi un significativo impatto sul prodotto della trasformazione digitale – spiega Manuelli -. Abbiamo somministrato loro il Test Industria 4.0 sulla maturità digitale, predisposto dal Politecnico di Milano insieme ad Assoconsult, unitamente a un nostro questionario sulla cybesecurity sviluppato con l’Università di Genova. Dai risultati dell’assessment abbiamo quindi iniziato a costruire con loro delle roadmap per indirizzare iniziative per lo sviluppo del progetto e delle competenze, in quanto è fondamentale che questo avvenga di pari passo per consentire ai nostri fornitori di migliorare l’utilizzo delle nuove tecnologie a supporto dei processi”.

In questo Ansaldo Energia collabora con i 10 DIH di Confindustria con l’aiuto dei Competence Center Start 4.0 di Genova, che ha come missione il garantire la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture strategiche, e con il Made di Milano, prezioso in quanto gran parte dei fornitori di Ansaldo opera in Lombardia. “Un altro elemento chiave per gli imprenditori sono quindi le risorse finanziarie – continua Manuelli -, e in questo la collaborazione che portiamo avanti come Cluster Fabbrica Intelligente è con il Mise, in logica di un allargamento degli strumenti a supporto di progetti di innovazione per le PMI. Un altro sforzo che stiamo facendo è quindi quello messo in atto con il nostro socio di maggioranza in Ansaldo, CdP, per creare e indirizzare l’azione di alcuni fondi che finanziano lo sviluppo tecnologico verso le iniziative delle PMI”.

Infine, dopo i quattro impianti faro individuati di ABB, Ansaldo, Tenova – ORI Martin e Hitachi Rail, grande importanza all’interno del Cluster Fabbrica Intelligente viene ora posta alla ricerca dei cosiddetti Flagship Plant, impianti bandiera su tutto il territorio nazionale: “Si tratta di piccole medie fabbriche con un quoziente di innovazione più elevato – spiega Manuelli in conclusione -, ma anche con una capacità di dimostrazione tecnologica più efficace rispetto alla grande realtà. Gli impianti bandiera permettono infatti a un piccolo medio imprenditore di vedere un suo pari che ha utilizzato una certa tecnologia traendo un impatto significativo per poter sviluppare la sua capacità di competere, agganciandosi a catene del valore in ambito globale. Queste eccellenze digitali nel mondo delle PMI diventano così un elemento fondamentale per spingere la diffusione delle buone pratiche digitali all’interno delle filiere di partner, fornitori e clienti”.

Ideato nel 2016 il Piano Nazionale Industria 4.0 negli anni ha seguito l’evolversi dell’implementazione nel nostro Paese delle tecnologie abilitanti,…