Misure strutturali per i costruttori italiani, la richiesta di Carboniero di Ucimu
22/10/2019
macchine utensili Carboniero Ucimu

Il terzo trimestre 2019 ha segnato un sensibile calo degli ordini per i costruttori italiani di macchine utensili, in discesa del -18,6% sullo stesso periodo dello scorso anno nei dati Ucimu. Il risultato è composto da un decremento sia negli ordini raccolti dai costruttori italiani sul mercato interno, a quota -19,3%, sia sul fronte estero, a -14%.

Il 2019 si conferma così un anno di arretramento per il settore macchine utensili, robot e automazione in Italia, come sottolinea il presidente Ucimu Massimo Carboniero: “A preoccupare gli imprenditori del settore è anzitutto la complessità del contesto internazionale che, in molti mercati tra cui anche l’Italia, si è tradotta nel parziale blocco degli investimenti in sistemi di produzione. Lo scontro commerciale tra le due potenze economiche Stati Uniti e Cina, la crisi di settori trainanti del manifatturiero, primo fra tutti l’automotive, e i focolai di guerra in zone calde del mondo, rendono l’operato delle imprese manifatturiere particolarmente complesso e il futuro decisamente incerto”.

macchine-utensili-ordini-ucimu“In questo scenario, già di per sé difficile, il sistema industriale italiano rischia di essere ancor più penalizzato dall’atteggiamento ancora troppo poco deciso delle autorità di governo – prosegue quindi il presidente Ucimu -, alle prese con la definizione della Legge di Bilancio 2020 e con l’allocazione delle (scarse) risorse disponibili”. Il presidente Ucimu auspica a riguardo diverse misure, mai come in questo momento necessarie a sostenere gli investimenti e lo sviluppo del manifatturiero, per favorire il prosieguo delle attività di ammodernamento e trasformazione degli stabilimenti produttivi italiani anche in chiave digitale, indispensabile per la competitività del Paese.

“Occorre attivare un Pacchetto unico per la crescita di impresa strutturale – dice a tal riferimento Carboniero -, liberato cioè dalle annuali attese e incertezze legate alla possibile riconferma, o meno, di ciascuna delle misure in esso inserite. Il Pacchetto per la crescita di impresa dovrebbe sommare in sé tutti i vantaggi fiscali legati a ricerca e sviluppo e a superammortamento e iperammortamento per gli investimenti in nuovi macchinari, software e automazioni, e per le tecnologie legate alle tematiche ambientali. In particolare, da un lato, l’iperammortamento dovrebbe avere una durata almeno triennale, dall’altro, il superammortamento dovrebbe essere affiancato dalla revisione dei coefficienti di ammortamento attualmente fermi al 1988 e per questo non più adeguati alle esigenze del mercato”.

A complemento, Ucimu chiede che anche per il 2020 sia quindi previsto un programma di formazione 4.0 che permetta l’aggiornamento del personale secondo le nuove esigenze della fabbrica digitalizzata. “Attualmente il credito di imposta è calcolato solo sul costo del personale impegnato nella formazione per le ore di aggiornamento svolte – spiega il presidente -. Chiediamo, invece, che il provvedimento venga rivisto considerando nel calcolo del credito anche la voce di spesa relativa ai formatori, l’aspetto più oneroso, specialmente per una PMI”.

Sul versante estero, l’associazione chiede invece interventi mirati a facilitare l’internazionalizzazione delle PMI italiane, specie nei Paesi più lontani. “Con riferimento al credito di imposta per le imprese italiane che partecipano a manifestazioni estere internazionali – dice Carboniero -, chiediamo che, per il 2020, le manifestazioni oggetto dello sgravio siano quelle, individuate con l’aiuto delle associazioni di categoria, che si svolgono nei paesi extra UE, così da evitare di polverizzare le risorse disponibili non certo abbondanti. Parallementamente, auspichiamo che siano destinate risorse adeguate al progetto ICE-Agenzia di Incoming di buyers esteri alle fiere internazionali che si svolgono in Italia, con l’obiettivo di favorire il contatto delle PMI italiane con qualificati operatori esteri provenienti dai paesi con prospettive di sviluppo più interessanti”.

Ideato nel 2016 il Piano Nazionale Industria 4.0 negli anni ha seguito l’evolversi dell’implementazione nel nostro Paese delle tecnologie abilitanti,…