La convergenza digitale per Tricoire di Schneider Electric
di Marco Zambelli - 15/05/2018
convergenza digitale Schneider Electric Tricoire

Schneider Electric punta da sempre sulla convergenza tra elettrico e digitale, che oggi vivono un percorso parallelo di evoluzione verso le reti ‘edge’, moltiplicando sempre più i benefici che la digitalizzazione può offrire nella gestione degli asset. Ben al di là dell’efficienza energetica, una solida infrastruttura digitale consente infatti di ridurre i costi di gestione con migliore impiego e disponibilità delle apparecchiature, grazie al monitoraggio e alla manutenzione preventiva abilitati dallo sfruttamento della quantità di dati disponibile.

Dati che ad oggi sono già presenti all’interno di macchinari e prodotti, ma ancora sfruttati solo al 10%, come spiega Jean-Pascal Tricoire, ceo di Schneider Electric: “A mano a mano che aggregheremo i dati e li elaboreremo, sarà possibile generare molte nuove possibilità, grazie al contributo di intelligenza artificiale e realtà aumentata che approfondiscono e potenziano la conoscenza dei nostri esperti. Il futuro ci attende, ma il presente è già digitale”.

La pervasione del digitale è un fattore chiave soprattutto davanti alla grande rivoluzione che per Tricoire sta per interessare il mondo dell’elettricità, dalla crescente domanda proveniente dal settore IT alla mobilità elettrica. “Oggi il consumo energetico da parte dell’IT è molto sottovalutato, e rappresenta circa il 10% del consumo globale. Si assiste però a uno spostamento dallo storage dati verso l’impiego sempre più massiccio di AI e blockchain, grandi consumatori di energia. Le proiezioni prevedono un aumento del 20% annuo del consumo di energia da parte del settore IT. L’elettrificazione dei trasporti porterà quindi un terremoto di notevole magnitudo. I trasporti rappresentano oggi oltre il 30% del consumo mondiale di energia: se anche solo la metà dei veicoli passerà alla trazione elettrica si tratterà della più grande migrazione energetica mai vista nella storia”.

reti edge Schneider Electric

A questi fenomeni si aggiunge un importante cambiamento nelle fonti, con una distribuzione che passa da un modello centralizzato a uno di tipo di distribuzione e generazione decentralizzate, con sempre maggiore contributo delle rinnovabili. “L’energia solare in futuro potrebbe diventare più conveniente delle risorse fossili – prosegue il ceo di Schneider Electric -. Inoltre, digitale ed elettrico attraversano un’evoluzione in parallelo verso le reti ‘edge’: nel mondo digitale, dopo il massiccio ricorso al cloud cui abbiamo assistito negli ultimi anni, oggi vediamo lo sviluppo delle reti edge, che ottimizzano il cloud consentendo di distribuire l’elaborazione dei dati a livello locale nel network, per offrire maggiore capacità di calcolo, potenza e minore latenza a tutto vantaggio delle performance delle applicazioni mission critical. Similmente, dalla diffusione dell’edge grid nella rete di distribuzione deriva l’esigenza di garantire un’integrazione efficiente e intelligente delle diverse sorgenti, per assicurare stabilità, qualità e affidabilità delle forniture, possibile solo grazie alla digitalizzazione”.

convergenza digitale mondo elettrico Schneider ElectricSi continuerà ad ogni modo a fare ricorso anche al cloud, secondo Tricoire, al fine di trarre benefici dall’impiego di capacità computazionali superiori di machine learning per accrescere apprendimento e conoscenza generate dallo studio della massa di dati. Conoscenza che andrà poi riportata a livello locale con competenze e indicazioni mirate per supportare gli operatori. “In Schneider Electric cominciammo molto tempo fa a introdurre la parola ‘internet’ nelle fabbriche – racconta quindi Tricoire -, con il lancio nel 1997 di quella che allora chiamammo Transparent Factory. Continuammo quindi a lavorare alla piattaforma, giungendo alla presentazione della prima versione di EcoStruxure nel 2008, il nostro eco-sistema di digitalizzazione che mette a frutto tutte le potenzialità dell’IoT, poi rilanciata due anni fa con maggiori capacità cloud, di analisi e software. Ciò significa che oggi la soluzione ha dieci anni, il che comporta un’ampia base installata, grande esperienza e conoscenza acquisita nel mondo IoT”.

La piattaforma EcoStruxure è oggi declinata in sei domini applicativi, EcoStruxure Building, Power, IT, Machine, Plant e Grid, e si compone di prodotti connessi, controlli edge e servizi digitali, il tutto supportato dalla infrastruttura cloud di Schneider e di annessi servizi di cyber security. “Quando abbiamo iniziato il nostro percorso di digitalizzazione – continua Tricoire – ci siamo accorti che i nostri clienti non erano interessati a parlare di tecnologia, ma delle loro problematiche. Quello che ci mancava era quindi la conoscenza applicativa specifica dei problemi dei nostri clienti. In questi ultimi 10 anni abbiamo lavorato moltissimo per accrescere la nostra conoscenza, costruendo ad oggi una comunità di 15.000 Application and software engineers, persone capaci di parlare il linguaggio dei clienti nei loro peculiari settori all’applicativi, oil & gas, mining, food & beverage, acqua e waste water, building, ospedali, utilities, data center, macchine e linee di produzione. Conoscenza alla quale si aggiunge quella della community di EcoStruxure, con 20.000 sviluppatori e system integrator, 650.000 service provider e partner a livello globale, 480.000 siti sviluppati e 1,6 milioni di asset ospitati e controllati sul nostro cloud, che contribuiscono alla continua crescita della piattaforma con nuovi servizi e applicazioni innovative”.

EcoStruxure Asset Advisor Schneider Electric

L’impegno dell’azienda oggi ha così portato alla nascita all’interno della piattaforma EcoStruxure dell’offerta Asset Advisor, un servizio cloud-based di monitoraggio 24/7 degli asset dei clienti, imperniato su funzioni avanzate di diagnostica e manutenzione preventiva per portare efficienza e ottimizzazione in tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla nascita dell’idea alla progettazione e costruzione, fino alle operations. “Si tratta di Lifecycle digital tools, un insieme integrato di servizi digitali che stiamo sviluppando per ogni settore di EcoStruxure – spiega infine il ceo -, per coprire l’intero ciclo di vita grazie al digital twin, tagliando ogni inefficienza dalla progettazione ai cicli capex e opex nella catena del valore. Il tutto grazie all’aggregazione dei dati in un solo repository, a cui applicare la conoscenza dei migliori specialisti per riportare agli operatori in sede poche e mirate competenze. Vogliamo in questo modo supportare i clienti nel passaggio da un approccio reattivo a un approccio predittivo e proattivo, acquisendo nuovi servizi e livelli di efficienza grazie al fatto di aver riposizionato l’intera compagnia in un digital lake”.

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