Italia nella partnership europea per la blockchain
12/10/2018
blockchain firma Di Maio European partnership

Anche l’Italia fa il suo ingresso nel novero dei Paesi europei aderenti alla European Blockchain Partnership, con la firma del Ministro per lo sviluppo economico Luigi Di Maio. Il gruppo di lavoro europeo, nato ad aprile su iniziativa di 22 Paesi dell’UE, mira a promuovere lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie legate a blockchain e Distributed Ledger Technology.

“Lo scopo principale della collaborazione tra gli Stati membri sarà lo scambio di esperienze e competenze in campo tecnico e normativo – ha spiegato in una nota Di Maio -, soprattutto al fine di promuovere la fiducia degli utenti e la protezione dei dati personali, aiutare a creare nuove opportunità di business e stabilire nuove aree di leadership dell’UE a beneficio dei cittadini, dei servizi pubblici e delle aziende”.

Forti sono gli investimenti che ad oggi la Commissione europea ha già destinato a progetti legati alla blockchain per applicazione in ambito tecnico e sociale, pari a 80 milioni di euro, cui anche l’Italia ora potrà accedere. Sono inoltre previsti altri 300 milioni di euro che verranno stanziati per sostenere lo sviluppo della tecnologia entro il 2020. L’ingresso nella partnership europea consentirà inoltre all’Italia di partecipare all’Osservatorio sulla blockchain, lanciato dalla Commissione lo scorso febbraio, uno dei più completi archivi a livello globale sulla blockchain dove condividere esperienze e applicazioni in ambito pubblico e privato

“La tecnologia blockchain sta già entrando nella vita quotidiana di cittadini e imprese – conclude Di Maio -, solo per citare alcuni esempi, nella gestione dello scambio di energia, della logistica, la tutela dei dati personali, sanitari e della proprietà intellettuale, sicurezza dei registri pubblici come catasto o anagrafe”.

blockchain European Partnership

Alla lista dei 22 Paesi sottoscrittori fin dal lancio dell’iniziativa, Austria, Belgio, Bulgaria, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Norvegia, si erano già aggiunti in un secondo momento altri quattro Paesi, Grecia, Romania, Danimarca e Cipro. Nella lunga lista figura finalmente anche l’Italia.

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