Il Fintech cresce in Italia e innova banche e assicurazioni
15/10/2020
Fintech District pagamenti digitali

Le restrizioni imposte dalla pandemia hanno dato un forte impulso anche alla crescita del Fintech in Italia, come si evince dal quadro tracciato dal report Fintech Wave 2020 presentato dal Fintech District di Milano e redatto in collaborazione con Ernst & Young.

L’hub milanese Fintech District giunge quest’anno al suo terzo anno di attività, e aggrega al suo interno 158 realtà del settore, in crescita di 36 rispetto al 2019. A sostegno della crescita del comparto, il distretto organizza quindi il 10 e 11 dicembre prossimi il Milan Fintech Summit, in collaborazione con Fiera Milano Media e Business International, evento interamente dedicato alla finanza innovativa.

Milano Fintech Summit Fiera Milano

Complice quindi anche l’emergenza sanitaria, il tasso di pagamenti digitali in Italia ha raggiunto quest’anno il 51%, ponendo il nostro Paese davanti a Francia (35%), Belgio e Lussemburgo (42%), se pur dietro Olanda (73%), Regno Unito e Irlanda (71%). A essere più attratti dall’innovazione nel settore sono in generale i millennials, per cui il tasso di adozione nella fascia d’età dai 25 ai 34 anni è del 72%, mentre tra i 35 e i 44 è del 66%. Gli over 65 a livello europeo non raggiungono invece il 50%.

In Italia il numero di fintech ha toccato quota 345 unità, il 45% delle quali è concentrato a Milano. Il 46% di queste ultime gravita attorno al Fintech District, con presenza di giovani aziende in fase di sviluppo avanzata ma anche di molti player di rilievo nei settori bancario, assicurativo e tech. I componenti corporate sono invece 14, tra cui Credem, IBM, Cerved e Boston Consulting Group. Se quindi in Europa la presenza più forte è nel settore trasferimenti di denaro e pagamenti, ad andar bene in Italia sono anche i servizi assicurativi. Nel nostro Paese i capitali raccolti dal 2010 hanno raggiunto i 700 milioni di euro, con un incremento del +40% registrato solo negli ultimi quattro anni. Nello stesso arco temporale gli investimenti in fintech in Italia sono saliti da 50 a 260 milioni, mentre in Europa la crescita è stata da 1,4 a 6,5 miliardi.

Sebbene i primi sei mesi del 2020 abbiano portato una frenata negli investimenti, una nuova accelerazione è però attesa con la ripresa. Proprio nei mesi di lockdown le banche sono quindi state parte della soluzione grazie anche alle proposte già consolidate con cui le startup hanno supportato i grandi gruppi. Quello che infine in Italia manca ancora per dare un ulteriore impulso all’ecosistema Fintech sono la penuria di finanziamenti dopo la fase del seed, l’incapacità di fare sistema e una visione ancora troppo poco globale. Le aziende attive nel comparto puntano infatti troppo sul Made in Italy senza pensarsi fin da principio come player globali.

A separarci dagli altri Paesi è infine un gap in informazione finanziaria, e a questo intende rispondere la Academy nata dal Fintech District, che mira a formare giovani e professionisti, mentre per colmare il divario in termini di funding è stato creato Hyper Accelerator, in collaborazione con partner come Startup Bootcamp e Digital Magics.

Ideato nel 2016 il Piano Nazionale Industria 4.0 negli anni ha seguito l’evolversi dell’implementazione nel nostro Paese delle tecnologie abilitanti,…