HR, l’AI si fa strada nella selezione personale
12/09/2018
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L’intelligenza artificiale introduce di gran carriera i suoi vantaggi nel campo delle risorse umane e della selezione del personale. Stando ai dati di una recente survey Aidp, infatti, il 58% dei manager delle risorse umane (sui tremila iscritti intervistati) ha introdotto sistemi digitalizzati e automatizzati nei processi di selezione e reclutamento negli ultimi tre anni.

Oltre sei HR su dieci hanno in particolare impiegato queste soluzioni per le attività di pre-screening e per agevolare la selezione, e il 45% per eseguire analisi automatizzate dei curriculum e dei profili presenti nei database. Gli algoritmi vengono inoltre usati dal 27% per l’analisi motivazionale del candidato, mediante un check sui social e per verificare la web reputation. Il 25% utilizza i sistemi di AI per realizzare interviste virtuali ai candidati, il 19% per un’analisi semantica dei curriculum e l’11% per esaminare i video dei candidati.

intelligenza artificiale selezione HRUna ricerca di LinkedIn (Global recruiting trends) rileva quindi che tra i maggiori vantaggi dell’AI applicata al reclutamento c’è il risparmio di tempo, per il 67% del campione, e di risorse economiche, per il 30%. Secondo il 31% del campione l’intelligenza artificiale consente inoltre di rendere più efficiente il processo di selezione, permettendo la ricerca tra profili più affini alle posizioni richieste. Analoghi sono i risultati restringendo il campo di indagine all’Italia: secondo la survey Aidp i vantaggi derivati dall’uso di sistemi intelligenti nei processi di selezione sono la velocizzazione dei processi di reclutamento e selezione, per il 60%, e il risparmio di tempo, per il 58%.

A guadagnarci è però anche la qualità del processo: per il 25% aumenta infatti l’accuratezza nella selezione dei curriculum, per il 17% vi è maggior rapidità di risposta al candidato, e per il 10% una maggiore accuratezza nelle interviste dei candidati.

Aidp selezione HR AI“È innegabile che l’intelligenza artificiale stia avendo un impatto anche nella gestione delle risorse umane e in particolar modo nei processi di selezione dei candidati – spiega Isabella Covili Faggioli, presidente Aidp -. La domanda di fondo, tuttavia, che ci poniamo come direttori del personale è fin dove può arrivare tale processo. Ebbene, siamo tutti concordi su un punto: l’intelligenza artificiale e la stessa robotizzazione dei processi può migliorare l’efficienza di diversi ambiti della selezione, soprattutto quelli più ripetitivi – e far guadagnare tempo – ma non potrà mai sostituire il processo di selezione e valutazione umana dei candidati. La decisione finale sui candidati rimane un imprescindibile fattore umano”.

A dispetto di un impiego sempre più crescente della AI nelle attività legate alla selezione personale, è infatti certo che il ruolo dell’HR manager resterà centrale e indispensabile. Il 96% dei direttori del personale è infatti convinto che il processo di reclutamento e selezione non potrà essere completamente automatizzato. Per l’84% l’intelligenza artificiale potrà integrare le attività umane per renderle più efficienti e per il 41%, invece, tale attività potrà sostituire solo le attività ripetitive del processo di selezione. Alla domanda se l’intelligenza artificiale possa sostituire completamente l’uomo il 100% ha risposto di no.

Infine, l’impatto dell’AI potrà andare oltre la sola attività di selezione. I rispondenti all’indagine di Aidp hanno infatti indicato diversi altri ambiti di potenziale applicazione, tra cui la formazione per il 57%, la valutazione delle performance per il 41%, la compensation per il 40%, la valutazione del potenziale dei dipendenti per il 35%, la mobilità per il 27% e per il 19% lo sviluppo delle carriere.

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