Finanziamenti aggiuntivi a mondo delle Università e CNR
03/01/2019
finanziamenti Università CNR Miur

La Legge di Bilancio 2019 prevede un aumento di 40 milioni di euro per le Università italiane, che andranno a incrementare il Fondo di Finanziamento ordinario. Altri 10 milioni vengono quindi aggiunti al Fondo ordinario di tutti gli enti di ricerca (Foe), mentre risorse per 90 milioni di euro vengono destinate al Consiglio nazionale di ricerca, giunte in seguito alle pressioni arrivate dai 102 direttori del Dipartimento e di Istituto dello stesso CNR.

Quest’ultima misura favorisce in particolare un rilancio del Consiglio nazionale. Viene inoltre mantenuta la piena operatività dell’Ebri, il centro di ricerca fondato da Rita Levi Montalcini. Le risorse garantiranno anche l’avvio della realizzazione della Scuola Normale a Napoli, destinata a divenire un’eccellenza accademica per contribuire alla formazione delle nuove classi dirigenti del Mezzogiorno.

Non mancano però le polemiche, perché se si va a guardare la dotazione 2018 del Fondo di Finanziamento ordinario, questa era pari a 7,327 miliardi di euro, per cui l’aggiunta di 40 milioni per il 2019 rappresenta un incremento di appena lo 0,5%. Sempre in Legge di Bilancio, per il 2020 erano inoltre già previsti 100 milioni aggiuntivi per il 2020. Critica con la manovra è ad esempio l’Unione delle università, l’Udu, che giudica assolutamente insufficienti le risorse aggiuntive assegnate per il 2019. “Si tratta della solita misura spot – dice a proposito Enrico Gulluni, coordinatore dell’Udu -, dal momento che sia per quanto riguarda il Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) sia per quel che riguarda il Fondo integrativo statale (Fis), non sono misure sufficienti a risolvere i problemi sia delle università che degli studenti borsisti”.

Sul fronte della formazione nelle imprese, è stata invece approvata la proroga per il 2019 del credito d’imposta per le attività di formazione 4.0. Nello specifico il bonus, con un tetto annuale di 300 mila euro, è attribuito nella misura del 50% delle spese ammissibili sostenute nei confronti delle piccole imprese e del 40% nei confronti delle medie imprese. Alle grandi imprese è attribuito nel limite massimo annuale di 200 mila euro e nella misura del 30%.

Per il Piano Industria 4.0 il 2018 è stato l’anno del passaggio all’Impresa 4.0. Questo intervento di sostegno alla digitalizzazione…