Ferro e la Blockchain per proteggere il Made in Italy
12/03/2019
Blockchain tutela Made in Italy Ferro ICE

Punta sulle tecnologie digitali per la protezione del Made in Italy, e in particolare sulla Blockchain, Carlo Maria Ferro, nuovo presidente di ICE da gennaio 2019. Con quasi 20 anni di attività in ST Microelectronics alle spalle, Ferro guarda con fiducia alle opportunità che la digitalizzazione e l’innovazione possono portare nella promozione del commercio estero delle imprese Italiane.

Innanzitutto puntando a un progetto pubblico sulla tecnologia Blockchain per tracciare i prodotti Made in Italy e sul sostegno alle nostre startup, con una particolare attenzione alla loro promozione nel sistema fieristico mondiale. “Vogliamo ampliare e modernizzare i servizi facendo leva sulle tecnologie digitali – spiega il neo-presidente di ICE -, rivolgendoci soprattutto alle medie e piccole imprese e agli artigiani, che hanno minore capacità di accedervi in autonomia. Il mio pensiero va alle piattaforme internazionali di e-commerce, alla tracciabilità del prodotto con etichette smart, e nuovi modelli di offerta e a un big data dei buyer nel mondo”.

Carlo Maria Ferro ICE tecnologie digitaliICE seguirà così da vicino il progetto che il Mise sta preparando per una strategia nazionale sulla blockchain, come continua a spiegare Ferro: “La tracciabilità dei prodotti serve a proteggere il brand, a indicare l’origine di un DOCG, DOC, DOP, IGP, contrastando contraffazione e il fenomeno del cosiddetto Italian sounding, interessando direttamente molte filiere diverse, dall’agroalimentare al fashion”. Il protocollo Blockchain potrebbe quindi essere utilizzato per garantire la disponibilità in rete di informazioni certificate accessibili partendo da un’etichetta.

“Anche una digital tag potrebbe contenere queste informazioni – prosegue Ferro -, che può venire letta semplicemente con uno smartphone. Diversi sono i progetti e le opzioni che è possibile valutare e sviluppare, e in ICE vorrei creare a questo scopo un centro di competenza digitale, che operi in stretto collegamento con le iniziative del Mise, per rendere disponibili delle piattaforme standard alle aziende che esportano”.

Oltre al sostegno continuo alle medie e grandi imprese, molta attenzione sarà quindi rivolta a un coinvolgimento sempre maggiore degli artigiani e della filiera agroalimentare, microimprese e coltivatori diretti, oltre che alle imprese meridionali. “Penso che il 12% di esportazioni nazionali che oggi viene espresso dal Mezzogiorno sia un dato veramente basso – afferma Ferro -. Dobbiamo ambire ad arrivare al 17-20% in un orizzonte di quattro anni. Così come dobbiamo incrementare il numero delle aziende italiane che esportano, dalle 196 mila di cui parlano le più recenti statistiche ed almeno 30 mila imprese in più”. Per conseguire un simile aumento, la strategia di ICE punta a un mix di Paesi, tra Cina e India ma anche Giappone, Corea, Brasile, area del Golfo e Asean, e di settori strategici, i classici del Made in Italy oltre a energie rinnovabili e tecnologie emergenti.

“Ci dedicheremo quindi in particolare alla crescita delle startup e delle giovani imprese innovative sui mercati esteri – dice infine Ferro – promuovendo sempre più la loro partecipazione ai grandi eventi dove possono incontrare buyers di alto livello. Abbiamo ad esempio già raddoppiato gli spazi per la prossima edizione del CES di Las Vegas. Penso poi di coinvolgere le imprese in un programma ‘adotta una startup’, e stiamo preparando Erasmus startup, proposto dal sottosegretario al Mise Michele Geraci”.

ecommerce pagamenti MatiPay Sitael startupA proposito quindi del CES di Las Vegas, degno di nota il fatto che, delle 50 presenti all’ultimo CES di Las Vegas, ben cinque sono state le start up italiane premiate con un CES Innovation Award 2019. Tra queste, la barese Sitael, del gruppo Angel, la cui divisione IoT ha sviluppato MatiPay, un innovativo sistema di pagamento che sfrutta i distributori automatici diffusi ovunque sul mercato. La soluzione consente di usare lo smartphone non solo per acquistare beni e servizi al posto delle classiche chiavette pre-caricate, ma anche di caricare credito nel telefonino tramite le gettoniere dei distributori. Credito che può essere usato per effettuare acquisti online, consentendo l’accesso alle piattaforme e-commerce anche ai moltissimi utenti che nel mondo non hanno una carta di credito.

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