Credito d’imposta e digitalizzazione dei processi nel piano Transizione 4.0
18/06/2020
Patuanelli piano Transizione 4.0

E’ stato firmato dal ministro Stefano Patuanelli lo scorso 26 maggio il decreto Transizione 4.0, che estende gli incentivi e potenzia il Piano Industria 4.0 italiano, stanziando altri 7 miliardi per l’innovazione digitale delle imprese.

Un passo che diventa di particolare importanza nell’attuale emergenza da coronavirus, che nella ripresa delle attività produttive impone alle aziende un adeguamento e la trasformazione delle linee produttive, per garantire la protezione di lavoratori e imprenditori dal Covid-19.

Il nuovo pacchetto di misure Transizione 4.0 punta in particolare a innovare i processi, oltre che i macchinari, e sancisce il passaggio dal meccanismo dell’ammortamento a quello del credito d’imposta per acquisto di beni e servizi 4.0, per spese in ricerca e sviluppo, innovazione, design e per la formazione delle competenze necessarie. Il decreto allarga in tal modo la platea di imprese che possono accedere all’incentivo, ed estende la misura a un arco temporale di tre anni.

Nello specifico, sale dal 6% al 10% il credito d’imposta per investimenti digitali, con un ulteriore bonus del 15% per le spese destinate ad abilitare lo smart working. Il tetto per le spese ammesse resta fissato a 2 milioni di euro. Molta attenzione è quindi data agli investimenti che le imprese dovranno sostenere per adeguare le linee di produzione, onde garantire il distanziamento degli operatori.

Patuanelli ha quindi specificato che quegli investimenti dovranno essere sostenuti mediante meccanismi di credito d’imposta – e si spera giunga l’attesa semplificazione burocratica nella certificazione dei crediti d’imposta e delle spese ammissibili da parte dell’Agenzia delle entrate – immediatamente cedibili agli istituti finanziari, per generare la liquidità necessaria a sostenerli. In questa prospettiva sono interessanti le possibilità che apre il Recovery Fund, e tre saranno le direttrici su cui far leva: fondo perduto, ricapitalizzazioni e credito d’imposta, sia per gli investimenti nelle fabbriche ma anche per il settore dell’edilizia, che per Patuanelli può rappresentare un motore per l’economia del Paese.

Ideato nel 2016 il Piano Nazionale Industria 4.0 negli anni ha seguito l’evolversi dell’implementazione nel nostro Paese delle tecnologie abilitanti,…