Contratti basati sulle prestazioni e filiere digitali per Årstadius di SKF
07/08/2019
condition monitoring SKF Mattias Arstadius

Nel rapido sviluppo della digitalizzazione, SKF guarda al di là delle tecnologie, sviluppando nuovi modelli di business mirati ad assicurare valore aggiunto ai clienti. Una digitalizzazione veramente efficace non si limita infatti al miglioramento in termini di costi, qualità e produttività delle attività industriali portati da connettività, controllo e capacità analitiche. La vera chiave della digitalizzazione per l’azienda consiste nel generare valore tangibile e quantificabile per i clienti, come sostiene Mattias Årstadius, SKF sales unit manager Svezia e Norvegia.

“Spesso si commette l’errore di concentrarsi sullo sviluppo di una soluzione di sistema, anziché analizzare le esigenze specifiche dei clienti – dice Årstadius -. La digitalizzazione dovrebbe avere l’obiettivo di migliorare le prestazioni delle applicazioni dei clienti. Quindi il primo passo è determinare cosa significa valore per le diverse aziende e quali sono i loro indicatori di prestazione chiave (KPI) specifici”.

In SKF si è quindi passati da contratti con programmi di manutenzione e accordi di consulenza, volti ad aumentare la produttività per i clienti, allo sviluppo di proposte che fossero in grado di massimizzare prestazioni e affidabilità degli asset. “Ciò richiede profonde conoscenze delle condizioni applicative in cui opera l’azienda, che, a loro volta, consentono un approccio molto più analitico alla manutenzione predittiva e al potenziale valore che la digitalizzazione dei processi può favorire”.

L’azienda ha ad esempio collaborato con un’importante cartiera in Svezia per raggiungere uno dei suoi KPI, l’efficienza operativa. L’azienda ha deciso di optare per il condition monitoring per abbassare gli elevati livelli di fermi non programmati. La cartiera ha potuto in tal modo passare alla manutenzione predittiva, risparmiando centinaia di migliaia di euro riducendo i tempi di fermo.

Arstadius SKF digitalizzazione“Il sistema di monitoraggio ci restituisce inoltre in tempo reale dati su rumorosità, temperatura e vibrazioni – aggiunge il sales manager -, che ci consentono di risolvere problemi attuali ed evitarne di futuri. Il 4 G e 5G porteranno quindi la manutenzione predittiva al livello successivo, consistente nella prospettiva globale. Benché SKF operi principalmente in ambito di alberi rotanti e cuscinetti, grazie alla digitalizzazione queste letture di dati sono sempre più interdipendenti da quelle relative ad aria, pressione e altri parametri, che forniscono indicazioni sulle condizioni globali delle macchine, piuttosto che sui loro singoli componenti”.

I dati in tempo reale consentono anche un’integrazione più completa nella catena di fornitura, e in futuro permetteranno ai produttori di componenti di accedere ai dati delle macchine dei clienti per produrre i ricambi prima che sia necessaria una sostituzione degli asset.

“Condition monitoring e digitalizzazione dei processi industriali consentono quindi il passaggio dai tradizionali modelli transazionali a contratti basati sulle prestazioni o funzionalità – spiega quindi Årstadius -. In SKF stiamo iniziando a percepire il passaggio, e molte sono le aziende che scelgono questi nuovi modelli di contratto. I modelli basati sulle prestazioni prevedono un abbonamento mensile con un bonus aggiuntivo sul lungo termine, se sono stati raggiunti i KPI del cliente. Con i contratti funzionali, tuttavia, il fornitore si impegna da assicurare l’efficienza operativa a fronte di una tariffa concordata. Questi modelli offrono vantaggi ad ambo le parti e in SKF ritieniamo che saranno sempre più diffusi, poiché le aziende iniziano a sfruttare il potenziale della digitalizzazione per creare modi differenti di investire nelle prestazioni operative”.

Esemplificativo è il caso di una miniera in cui SKF ha installato 8.000 sensori nelle linee di produzione per monitorare 2.400 asset critici, come pompe, ventilatori, riduttori e grandi mulini rotanti. SKF ha siglato con i proprietari un contratto per la fornitura di servizi su base continua e, grazie alla digitalizzazione, SKF ha potuto documentare che le misure di manutenzione predittiva implementate consentono all’azienda di risparmiare quasi 8 milioni di euro all’anno.

La digitalizzazione delle strutture porta infine a una connettività sempre più diffusa nella catena di fornitura. Utilizzatori finali, OEM e fornitori come SKF iniziano così a instaurare partnership volte alla riduzione dei costi e all’aumento di efficienza e valore. “Al momento, SKF collabora con una serie di OEM per aiutarli a integrare gli algoritmi di SKF nei loro strumenti di monitoraggio – spiega in conclusione Årstadius-, al fine di favorire una collaborazione più stretta con i loro clienti. Negli anni a venire, l’impatto della digitalizzazione sulla produzione industriale e i vantaggi che assicura dipenderanno in parte dal livello di fiducia sviluppato nella catena di fornitura. Le aziende che trarranno i massimi vantaggi dal processo di digitalizzazione saranno quelle che sono pronte a instaurare relazioni a lungo termine e veramente intenzionate a cambiare il modo di lavorare insieme. La tecnologia è già disponibile e non può che migliorare. Il fattore critico sarà la volontà delle aziende di condividere dati e conoscenze in un contesto globale sempre più competitivo”.

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