Cereda porta l’innovazione in Gae Aulenti con gli IBM Studios
07/03/2019
IBM Studios piazza Gae Aulenti innovazione

Cambio di destinazione in corso per l’ex Unicredit Pavillion, la struttura anche chiamata il ‘Sellino’ che sorge in piazza Gae Aulenti nell’area Garibaldi-Porta Nuova di Milano. IBM qui inaugurerà infatti a giugno gli IBM Studios, spazi aperti alle aziende per sviluppare con loro progetti su blockchain, big data, AI e Industria 4.0.

Le attività avranno già inizio a maggio, con un primo convegno che radunerà 60 analisti internazionali del settore hi-tech che per la prima volta sbarcano a Milano, anziché ritrovarsi come d’abitudine negli uffici IBM di Londra. La bellezza e la particolarità della struttura dell’ex Unicredit Pavillon, in una piazza su cui affacciano anche i famosi Boschi Verticali, ha difatti esercitato una forte attrattiva contribuendo a fare di Milano il cuore dell’innovazione tecnologica. “Due giorni la settimana del mio lavoro sono dedicati a portare nel nostro Paese eventi e progetti che vengono assegnati all’Europa dalla nostra casa madre – dice infatti Enrico Cereda, presidente e amministratore delegato della filiale italiana di IBM -. Il nuovo spazio è un oggetto che non ha eguali in Europa o negli Stati Uniti, e che ha attirato subito l’attenzione dei capi americani”.

Gli IBM Studios sono stati presentati lo scorso 18 febbraio con una conferenza stampa tenutasi di fronte all’ex Unicredit Pavillion, coronando mesi di sopralluoghi all’alba con i vertici del gruppo e di appuntamenti segreti, con un piano di investimenti per 40 milioni di euro per i prossimi nove anni. In progetto anche la trasformazione stessa degli spazi dell’edificio, che diventa aperto anche architettonicamente, con il progettista architetto Michele De Lucchi che ha lavorato con IBM alle modifiche della sua avveniristica struttura in acciaio e vetro con rivestimento in legno.

Sellino Gae Aulenti IBM Studios

Foto: urbanfile

Lo spazio sarà diretto da Luca Altieri ed è pensato per essere aperto e facilmente accessibile alle aziende, piccole e medie imprese ma anche grandi aziende, per accompagnarle nel loro percorso di digitalizzazione. “Vogliamo far toccare loro con mano cos’è la tecnologia, perché l’innovazione oggi si fa insieme, non più in un garage – continua Cereda -. Non stiamo spostando gli uffici dalla nostra sede di Segrate, portiamo invece qui i nostri ingegneri, i partner, i duemila consulenti, oltre ai clienti e agli eventi che organizzeremo nei fine settimana. Gli IBM Studios sono pensati per essere aperti a chiunque desideri svolgere un ruolo da protagonista nel cambiamento tecnologico e culturale di cui l’Italia ha bisogno”.

L’area di Garibaldi-Porta Nuova si configura così sempre più come un Hub di innovazione ad alta densità tecnologica, dove già si sono insediati il quartier generale italiano di Google, di Microsoft e Amazon. IBM qui creerà non solo uno show-room di tecnologie e servizi, ma un Client center, uno Strategy & design lab e l’IBM cloud garage, vero e proprio luogo per la creazione della cultura tecnologica necessaria a imprenditori e dirigenti italiani per la trasformazione in chiave 4.0.

Garibaldi Porta Nuova IBM Studios Piazza Gae Aulenti

Foto: urbanfile

IBM ha già approntato un’ampia varietà di percorsi per il settore manifatturiero, retail, healthcare, bancario, finanziario e assicurativo tra gli altri. “Il nostro obiettivo è spiegare come fa un chicco di caffè ad arrivare fino alla tazzina che bevete in un bar, mediante un percorso perfettamente tracciato grazie a tecnologie come la blockchain – spiega Cereda -. Alle aziende non è richiesto avere al loro interno scienziati esperti nella gestione dei big data o in grado di creare computer quantistici. Pensiamo noi a quello, con la quantità di brevetti che ogni anno depositiamo, con il nostro orientamento alla Open innovation e operando al centro di un grandissimo ecosistema dell’innovazione con moltissime partnership. Le aziende devono semplicemente comprendere i loro bisogni e sapere come utilizzare gli strumenti, perché poi tutto arriva attraverso il cloud come interfaccia. Le aziende hanno bisogno di un ecosistema come quello di IBM per crescere”.

La casa madre, intanto, ha aperto IBM Watson, l’intelligenza artificiale di IBM, a tutti i cloud, rendendolo pertanto disponibile anche su Aws di Amazon, Azure di Microsoft e sulle soluzioni degli altri principali fornitori.

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