Cambio incentivi nel Dpb di Governo, iperammortamento al 175%
19/10/2018
iperammortamento Dpb Di Maio Tria Conte

Sono state rese note le misure previste nel Documento programmatico di Bilancio (Dpb) inviato dal Governo a Bruxelles, tra le quali figura il taglio della misura di iperammortamento al 175%, dal 250% cui ammontava nel Piano Industria 4.0. Questo per quanto concerne l’acquisto di beni materiali, dispositivi e tecnologie abilitanti la trasformazione digitale delle imprese.

Scende invece dal 140 al 120% la supervalutazione per l’acquisto di software, mentre non si trova cenno alcuno al super ammortamento, che sembra quindi destinato a scomparire. Dagli elementi sintetici delle singole misure contenute nella Dpb si evince però che la riduzione prevedrà diversi scaglioni di spesa, per cui l’iperammortamento dovrebbe restare al 250% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, per scendere al 200% per quelli fino a 10 milioni e al 150% per investimenti fino a 20 milioni, cifra che sembrerebbe pertanto indicare un tetto massimo di investimento.

La proroga con riduzione dell’iperammortamento per il 2019 alloca pertanto per il prossimo anno un ammontare pari allo 0,02% del PIL per il 2020 e dello 0,04% per il 2021, che in cifre equivalgono rispettivamente a 377 e 779 milioni di euro. Confrontate con il quadro previsto dal documento equivalente presentato lo scorso anno, la portata finanziaria del piano risulta quindi più che dimezzata: nel 2017 il Dpb del Governo Calenda aveva infatti prorogato sia iperammortamento che superammortamento, con effetti finanziari stimati nello 0,049% del PIL per il 2019 e dello 0,09% per il 2020, pari rispettivamente a 896 milioni e 1,7 miliardi di euro.

Nella rivalutazione dell’agevolazione in misura inversamente proporzionale al volume dell’investimento è quindi possibile leggere la volontà del Governo di redistribuire la spinta fiscale a vantaggio delle pmi, premiando gli investimenti di taglio minore e riducendo la quota di grandi aziende che negli scorsi anni hanno fatto la parte del leone negli investimenti del Piano Industria 4.0. A fronte dell’abrogazione dell’Ace, l’aiuto alla crescita economica, la manovra introduce quindi una riduzione dell’Ires dal 24 al 15% sugli utili reinvestiti in R&D, acquisto di beni strumentali e sulle nuove assunzioni. Sembra infine destinata a cambiare anche la misura attinente la formazione 4.0, per cui la manovra dovrebbe prevedere agevolazioni per assunzione temporanea di manager altamente qualificati che si occupino di innovazione digitale nelle aziende.

Per il Piano Industria 4.0 il 2018 è stato l’anno del passaggio all’Impresa 4.0. Questo intervento di sostegno alla digitalizzazione…