Calenda, serve cultura umanistica per buon uso della tecnologia
22/10/2018
cultura umanistica tecnologia Calenda

Industria 4.0 è un grande stimolo fiscale mirato ad avviare la transizione delle imprese italiane verso il mondo delle nuove tecnologie di produzione. Esordisce così Carlo Calenda, ex ministro dello sviluppo economico nei Governi Letta e Renzi e fautore del Piano Nazionale Industria 4.0, che oggi sottolinea come la sfida centrale che l’Italia deve affrontare è legata alle competenze.

“Grazie al Piano Industria 4.0, gli investimenti delle imprese in Italia sono cresciuti a tassi direi cinesi, del +11% – dice Calenda -, ed è stato fatto un grande lavoro collettivo che ha portato alla conoscenza di cosa è Industria 4.0 da parte di tutte le imprese. La sfida ora sono le competenze, ed è il lavoro che abbiamo fatto nell’ultima finanziaria con gli Istituti Tecnici Superiori, i Competence Center, i Digital Innovation Hub e il credito d’imposta sulla formazione”.

Un lavoro che intende recuperare un’occasione che l’Italia ha fino ad oggi perso, e che Paesi come la Germania hanno colto invece da anni in modo virtuoso, con gli Istituti Tecnici Superiori tedeschi, sorta di bienni di laurea che ogni anno diplomano 800 mila persone, contro le 8 mila del nostro Paese. “Dobbiamo portare questi numeri almeno a 100-150 mila, in quanto si tratta di persone che in media all’85% trovano lavoro entro un anno all’interno delle aziende. Non solo, gli ITS rappresentano un’opportunità ancora maggiore in quanto danno ai giovani la possibilità di conoscere tutte quelle tecnologie che consentono loro di lavorare in azienda ma anche di aprire una loro azienda. Rappresentano pertanto un grande veicolo per l’auto-imprenditorialità”.

E’ stata quindi definita la graduatoria dei 7 Poli universitari e di aziende al loro interno che daranno vita ai Competence Center, dedicati allo sviluppo di un genere di innovazione che cresce dal basso e che dovrà essere molto orientata alla produzione. Calenda dà infine un consiglio ai ragazzi che guardano al loro futuro: “Conoscere la tecnologia è fondamentale ed è utile, così come il ‘provare’ diversi lavori, in quanto nessuno, a meno che abbia una vocazione molto forte, sa quello che vorrà fare da grande. E’ però importante capire che la conoscenza, la lettura, la cultura, quello che è il bagaglio di competenze umanistiche sarà fondamentale anche per utilizzare la tecnologia. Infatti, la tecnologia diventerà sempre più una commodity, qualcosa che si può comprare. Il fattore umano che usa la tecnologia dovrà essere sempre più sofisticato e articolato, e la cultura umanistica di cui l’Italia è culla in questo è davvero molto importante”.

 

A un anno di distanza dal varo del Piano Nazionale Industria 4.0 è tempo di un primo bilancio ma anche…