Calenda e il Piano 4.0, sforzo corale su formazione
08/11/2017

Gli investimenti tecnologici per circa 20 miliardi di euro e gli strumenti finanziari e incentivi automatici all’innovazione varati lo scorso anno dal Governo hanno portato a un esponenziale aumento degli investimenti delle imprese italiane. Gli ordinativi di macchine utensili hanno nello specifico avuto picchi di incremento del 70% nel terzo trimestre 2017. Ciò che il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda tiene però a sottolineare al di là dei numeri è la ritrovata spinta di tutto il sistema Paese, dai sindacati alle imprese, che sta portando in Italia a una nuova visione di politica industriale, lontana da velleità, metodi dirigisti e strumenti ‘barocchi e inutili’, fra cui il ministro cita in primis tutti gli incentivi a bando. “Va inoltre riconosciuto – dice Calenda – che per una volta tutto il sistema politico, maggioranza e opposizione, ha sostenuto il Piano nazionale”.
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“Quest’anno con la Legge di bilancio vareremo il secondo capitolo del piano – prosegue quindi il ministro -, che affiancherà agli stimoli fiscali agli investimenti un credito d’imposta dedicato alla formazione e il potenziamento degli Istituti tecnici superiori. Complessivamente altri 10 miliardi di euro che rendono il piano italiano il più imponente in Europa. Aggiungo che super/iperammortamenti e crediti d’imposta hanno il vantaggio di anticipare gli investimenti e spalmare l’impatto sulla finanza pubblica nel corso degli anni successi. Un’allocazione delle risorse virtuosa, al contrario di quanto avviene negli investimenti pubblici che ‘atterrano’ sul paese molti anni dopo essere stati appostati nel bilancio dello Stato”.
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formazione Carlo Calenda Industria 4.0
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La sfida è però lungi dall’essere vinta, aggiunge Calenda: la quarta rivoluzione industriale porta infatti con sé anche rischi seri per l’occupazione. Ragion per cui da qui in avanti le priorità saranno competenze e formazione, sulle quali l’Italia sconta un ritardo decennale, e dove oggettivamente anche il Piano Industria 4.0 ha mostrato limiti e lentezze nel primo anno di applicazione. “Quanto fatto in questi due anni non servirà a nulla se il piano non continuerà in futuro, diventando sempre più una missione per tutto il Paese – conclude quindi Calenda -. Una missione che ci è congeniale, ma che continuerà a richiedere un poderoso sforzo, prima di tutto culturale, a imprese, lavoratori e pubblica amministrazione”.

‘Italia 4.0 – Tecnologie per lo Smart Manufacturing’ è la rivista che rappresenta un osservatorio permanente sugli scenari macroeconomici e…