Bussetti e l’impegno di Governo sulla Buona Scuola
09/07/2018
Buona Scuola Bussetti Miur

L’asset della formazione è tema cruciale nel contesto di trasformazione digitale e culturale in atto tra le imprese in Italia, e la continuità o meno delle misure avviate dal Governo è al centro dell’attenzione. Rincuorano allora le parole del neo-ministro al Miur Marco Bussetti, che in un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore conferma l’intenzione di non smontare la Buona Scuola, mantenendo e anzi lavorando per migliore l’alternanza scuola-lavoro, in quanto strumento che fa bene al Paese. “Vogliamo capire, approfondire, non calare dall’alto – dice il responsabile del Miur -. Sono un uomo di scuola, sono un dirigente dello Stato e ho diretto un ufficio territoriale dai grandi numeri come quello di Milano. So cosa vuole dire ‘subire’ le riforme, le continue sterzate. Dobbiamo agire nei confronti della scuola con responsabilità e pragmatismo».

Il contratto di governo parla di una revisione dell’alternanza, che come spiega Bussetti prevede un impegno volto a dare regole più chiare migliorando la qualità di progetti. “L’alternanza ha sicuramente dei lati positivi, come anche altri da rivedere – spiega infatti il ministro -. Dobbiamo considerare che per i ragazzi è un importante primo contatto con il mondo del lavoro, hanno la possibilità di conoscere da dentro le imprese e le realtà professionali nelle quali, domani, si potranno collocare. È una forma di orientamento che fa bene ai giovani e al Paese. Di certo, dei correttivi vanno fatti. L’obbligatorietà, in alcune occasioni, ha fatto venire meno la qualità. Vogliamo che sia un’opportunità per le scuole, e non percepita come un dovere. Forse lo stesso nome, alternanza, non rende chiari gli obiettivi di questi percorsi che servono per orientare e avvicinare al lavoro. Di sicuro vanno riviste le Linee guida che non hanno saputo offrire un quadro certo di regole agli istituti generando dubbi e qualche criticità”.

Alternanza scuola lavoro Marco BussettiInterrogato quindi sul fronte degli ITS, che hanno ancora numeri di nicchia ma presentano un boom nei numeri di studenti che trovano lavoro al termine degli studi, Bussetti dice: “Gli ITS possono essere un tassello davvero importante del nostro sistema di istruzione e formazione. Il loro avvio è stato positivo, adesso vanno rafforzati definitivamente. Su questo aspetto possiamo e dobbiamo collaborare efficacemente con tutti coloro che appoggiano queste realtà, compresa la Confindustria. Ci sono molti modelli virtuosi nel nostro Paese che hanno portato già a ottimi risultati”.

A tal proposito, è anche prevista per il prossimo anno la partenza delle lauree professionalizzanti, al cui riguardo Bussetti aggiunge: “La sinergia tra diverse parti del sistema è necessaria: è così che possiamo evitare che anche un solo ragazzo si allontani dagli studi perché non trova percorsi utili o efficaci per sé. Un’offerta ampia, con sbocchi reali nel mondo del lavoro, è la strada migliore per favorire la crescita del Paese”.

 

 

 

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