Italia 4.0 2019

N egli ultimi anni, la stampa 3D si è evoluta da un hob- by elitario a una tecnologia vera e propria, che sta en- trando di diritto nei processi manifatturieri. Dalla sua crescente maturità, è nata la stampa 4D, una variante della stampa 3D, che aggiunge la dimensione temporale ai tre assi nello spazio: il manufatto reagisce alle variazioni di parametri ambientali, quali, ad esempio, umidità e temperatura, e cam- bia conseguentemente forma. Nell’attuale congiuntura storica, la stampa 3D offre un supporto sempre più significativo per la produzione di parti di pre-serie o pezzi di ricambio, in diffe- renti materiali, mentre la stampa 4D incontra maggiormente le esigenze di bioingegneria, scienza dei materiali, chimica e informatica. Anche se, a prima vista, il processo della stampa 3D può sembrare semplice, è tecnicamente molto impegnativo e, ancora oggi, estremamente costoso. Dove stiamo andando? La visione perseguita da svariate aziende manifatturiere che stanno abbracciando la stampa 3D è la capacità di rendersi in- dipendenti, per poter offrire un servizio personalizzato e im- mediato alla propria clientela. Rimosse le figure intermedie, le catene di fornitura si snelliscono, tempi e costi si riducono note- volmente, ma, al contempo, diventa necessario acquisire com- petenze che finora erano state delegate, dalla protezione della proprietà intellettuale interessata nel processo di design e pro- duzione, all’implementazione di modelli di business volti alla servitizzazione e alla monetizzazione dei beni digitali coinvolti. Quali sono gli attori? Seguendo il flusso di lavoro che va dalla progettazione digi- tale di un oggetto fino alla creazione del prodotto finito, di- versi sono gli attori che partecipano, ciascuno con un proprio ruolo definito e simultaneamente interconnesso a quello delle altre parti in gioco, e ciascuno con un proprio interesse finanziario nel progetto. In prima fila si trova il designer dell’oggetto, che crea un pro- getto 3D del pezzo con uno strumento software specializzato. Egli è interessato a proteggere i suoi progetti dal furto di pro- prietà intellettuale, tanto in termini operativi quanto legali, e a tenere traccia di come il mercato risponde quantitavamente e qualitativamente alla sua creazione. I dati di progettazione 3D devono essere poi tradotti in un modello stratificato, poiché le stampanti 3D procedono in modalità additiva, ovvero strato su strato. Anche le proprie- tà dei materiali (plastica, metallo ecc.) devono essere prese in considerazione, in quanto possono variare nel tempo o in funzione della temperatura ambientale, il che potrebbe, a sua volta, influenzare il processo di stampa. Questi fattori vengono ampiamente considerati da pacchetti software de- dicati e sofisticati, che eseguono i calcoli necessari e guidano l’effettivo processo di stampa. Questi pacchetti non sono forniti in un’unica suite proprietaria da un unico produttore di software, ma si prestano a essere ricombinati. Questo rende la protezione IP lungo l’intero flusso di lavoro un problema ancora più complesso. Da ultimo, la capacità di contare il numero di oggetti stampati deve essere inclusa nella gestione della stampante stessa, per garantire controlli efficaci sull’effettiva produzione eseguita. Wibu-Systems Rueppurrer Strasse, 52-54 76137 Karlsruhe - Germania Tel. +39 035 0667070 team@wibu.com www.wibu.it Publiredazionale L’headquarter di Wibu-Systems in Germania. La tecnologia CodeMeter include tutti i componenti necessari per conferire funzionalità di protezione e monetizzazione. 138 ITALIA 4.0 2019

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