Alumotion estende il payload dei cobot UR con le soluzioni Cobot Lift
17/11/2020
Alumotion Cobot Lift robot collaborativi

Alumotion annuncia l’introduzione dei sistemi della danese Cobot Lift nella propria offerta di soluzioni cobotiche. Cobot Lift sviluppa sistemi di compensazione del peso, dispositivi che l’azienda ingegnerizza e realizza internamente e che, applicati ai bracci robotici UR10 e UR10e di Universal Robots, consentono di incrementare il payload dei cobot con un moltiplicatore di 4,5x, portando quindi la capacità di carico fino a 45 kg.

Cobot Lift amplia così le possibilità applicative dei cobot UR, potendo immaginare anche movimentazioni di oggetti pesanti e aprendo la strada all’impiego dei bracci robotici per le attività di fine linea, in particolare la sbancalatura. La soluzione è comunque versatile, adatta ad esempio anche per il pick & place o per automatizzare la pallettizzazione.

Il dispositivo è costituito da una colonna di acciaio che all’estremità superiore monta un’asta orizzontale, visualizzabile come qualcosa di molto simile a una piccola gru. Lungo l’asta orizzontale si aggancia e può scorrere il sistema di compensazione del peso Cobot Lift, che per funzionare deve poi essere agganciato al polso del braccio robotico con l’altra estremità. In questo modo, il cobot guadagna un ausilio che contribuisce allo sforzo di sollevare oggetti e garantire l’applicazione della stessa forza per tutto il percorso di movimentazione, fino all’arrivo nella postazione di rilascio dell’oggetto da spostare.

Cobot Lift è disponibile nella versione fissa Stationary Cobot Lift e in versione mobile Mobile Cobot Lift.

La versione Stationary Cobot Lift dev’essere fissata al pavimento con una base di facile installazione che si monta in pochi minuti, dalle dimensioni contenute di 40 x 40 cm. Questa caratteristica non condiziona il layout di produzione, e non ne comporta in genere alcuna modifica. Lungo la colonna verticale di Stationary Cobot Lift è montata una piccola asta orizzontale, regolabile in altezza tra 70 e 140 cm dal piano, su cui può essere agganciato un cobot: fatta questa operazione, con la sua particolare struttura il dispositivo diventa come un esoscheletro del cobot stesso, moltiplicando la capacità di carico complessiva della cella robotica collaborativa. Il ‘pacchetto’ Stationary Cobot Lift comprende anche il software di controllo URCap, con cui è perfettamente integrabile, e una pompa per la presa a vuoto. La soluzione può comunque montare anche terminali di altro tipo, meccanici, elettrici e magnetici, assicurando massima interoperabilità.

La versione Mobile Cobot Lift si configura invece come una cella robotica collaborativa completa che comprende, oltre alla struttura a gru, alla pompa per la presa a vuoto e al software di controllo URCap, anche un controller, un teach pendant per la guida della movimentazione e una base (con dimensioni 80 x 100 cm) trasportabile da una postazione a un’altra con un comune transpallet. La soluzione è subito pronta all’uso, veloce da installare e facile da configurare. L’impiego di un braccio robotico collaborativo permette inoltre di occupare uno spazio molto più contenuto rispetto a quello richiesto da soluzioni analoghe, con un risparmio che può arrivare fino al 50% nel paragone con le celle robotiche che integrano robot industriali.

In entrambi i casi, le soluzioni non richiedono in genere gabbie perimetrali, barriere di sicurezza o altre protezioni, e il braccio robotico può lavorare in maniera collaborativa con gli operatori, senza formazione o specifiche competenze.

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