90 miliardi alle pmi con Intesa Sanpaolo e Confindustria
finanziamenti Intesa Sanpaolo Confindustria
29/08/2017

Intesa Sanpaolo e Confindustria Piccola Industria presentano l’accordo triennale Progettare per il futuro che mette a disposizione 90 miliardi di finanziamenti per le imprese che adottano tecnologie Industria 4.0. Dell’ammontare totale, 12 miliardi sono nello specifico destinati alle aziende venete, mentre alle imprese lombarde andranno 10,5 miliardi di euro. L’accordo è indirizzato a quattro aree di investimento, Ecosistemi di imprese, finanza per la crescita, capitale umano e nuova imprenditorialità.

  • Ecosistemi di imprese e integrazione di business, nel cui ambito Intesa Sanpaolo e Piccola Industria Confindustria mettono a disposizione un insieme di soluzioni che consentano alle aziende di trasformarsi, migliorando i processi produttivi con nuove tecnologie e metodologie, tra cui i percorsi Lean 4.0 per la trasformazione digitale. L’iniziativa vuole anche essere un’evoluzione di AdottUp, programma per adozione di startup di Intesa Sanpaolo.
  • Finanza per la crescita mira a valorizzare il patrimonio intangibile delle imprese, mediante un nuovo modello relazionale basati sui fattori qualitativi legati al credito, come capacità innovativa, formazione e strategicità della catena fornitore-champion. L’accordo intende anche sviluppare iniziative a favore della patrimonializzazione delle imprese, e prevede l’estensione a comparti strategici del Progetto Filiere, modello innovativo di credito di Intesa Sanpaolo che ad ora ha prodotto 330 contratti con aziende capofila con oltre 15 mila fornitori, e un giro d’affari di 55 miliardi.
  • Capitale umano, per favorire l’alternanza scuola-lavoro facendo diventare l’azienda il luogo dove gli studenti possano consolidare e arricchire le conoscenze apprese, sviluppando know-how spendibile nel mondo produttivo e imprenditoriale in linea con il Piano Industria 4.0.
  • Nuova imprenditorialità, per cui Intesa Sanpaolo mette a disposizione il modello ‘forward looking’ di valutazione delle startup per i finanziamenti in debito, nuovo algoritmo DATS (Due Diligence Assessment Tool Scorecard) già inserito nella Regole di concessione del credito a supporto della valutazione creditizia delle startup, e pronto per essere esteso alle PMI innovative.

Il 4.0 è la fusione tra manifattura e servizi, tra manifattura e digitale – ha detto Alberto Baban, presidente Piccola Industria di Confindustria alla presentazione dell’accordo –. Dobbiamo imparare come si arriva nei mercati evoluti, imparare a dialogare con i consumatori 4.0, intercettare i loro bisogni e realizzare non solo prodotti ma anche servizi disegnati sulle loro esigenze. Se le aziende riescono ad anticipare le tendenze del mercato e hanno il giusto capitale umano non esiste più nessun limite. Il cuore dell’accordo con Intesa Sanpaolo va proprio in questa direzione: accompagnare le imprese in questo cambiamento. Il momento è particolare: ci sono strumenti innovativi per ottenere liquidità come i Pir, i piani individuali di risparmio, che da marzo ad oggi hanno già raccolto tre miliardi di euro, di cui il 70% deve essere destinato a strumenti finanziari emessi da imprese italiane o europee stabilite in Italia, e il 30% di questo, pari al 21% del totale, deve essere investito in strumenti emessi da pmi non quotate al FTSE Mib. Una liquidità enorme per le pmi che sapranno comunicare adeguatamente il proprio valore e adeguarsi all’evoluzione richiesta dalla quarta rivoluzione digitale. Ci sono poi l’iperammortamento, la Nuova Sabatini, il superammortamento, il credito su R&S: non esistono agevolazioni così in Europa ma si vince davvero solo se questi incentivi vengono usati per trasformare l’azienda, creare nuovo valore aggiunto e nuovi mercati di sbocco”.

‘Italia 4.0 – Tecnologie per lo Smart Manufacturing’ è la rivista che rappresenta un osservatorio permanente sugli scenari macroeconomici e…